Gordon Hayward, provvisorio MVP?


Voto 10 e lode a Gordon Hayward (Butler)
Il grande leader dei Bulldogs, prova ora a diventare profeta in patria conquistando il titolo ed il conseguente premio di MVP. Gioca ad un livello superiore di intelligenza cestistica, capisce prima cosa sta per succedere ed esegue con fondamentali puliti e completi. La copertina da sosia di Pisellino lo penalizza, ma il primo giro del prossimo draft comincia ad essere affare sempre più suo.

Voto 10 a Nolan Smith (Duke)
C’è poco da fare, è lui il vero barometro dei Blue Devils; non è un caso che l’equazione grande torneo di Nolan = Final Four per Duke abbia funzionato alla grande. E’ il diversivo che si innesca nel game plan di coach K, è la variabile fisica ed atletica in grado di dare una scossa al gioco talvolta a rischio monomarcia di Singler e Scheyer. Ma soprattutto è anche una combo guard di rara personalità, con senso anche tra i pro.

Voto 9 a Ekpe Udoh (Baylor)
Ah, quanto mi piace questo ragazzo. Non è il solito lungagnone esile di origine africana con braccia interminabili e conoscenza del gioco tribale; migliora di partita in partita, aggiornando il suo arsenale ormai munito di giro e tiro dal post, lavori di piedi spalle a canestro, tempi per lo scarico dal raddoppio, piazzato dalla media, stoppate, rimbalzi e la grande novità dell’ultima ora: partenza perimetrale e gioco fronte a canestro in palleggio. Grande torneo per lui, ad un passo da Indianapolis, ed ora grande indecisione sul suo futuro: restare a Baylor o salpare in NBA?

Voto 8 a Jordan Crawford (Xavier)
28, 27 e 32 punti: che splendido torneo per questo realizzatore puro, famoso fino a due settimane fa solo per la celeberrima schiacciata in faccia a LeBron. Ora Jordan è diventato materiale NBA e da prima pagina anche grazie al rocambolesco ed inutile tiro del pareggio contro Kansas State, ma soprattutto perché è una delle guardie più complete per fondamentali e completezza fisico-atletica quando c’è da segnare. Il suo pregio è anche il suo maggior difetto: se decide di tirare non la passa mai. Ma se solo si disciplinasse un po’…

Voto 7 a Jimmer Fredette (BYU), Omar Sahman (St.Mary’s), Ali Farokhmanesh (Northern Iowa), Jordan Eglseder (Northern Iowa)
Ovvero i carneadi che diventano idoli per qualche giorno. Abbiamo nell’ordine: un mormone che tira a canestro tutto quello che di color arancione si ritrova in mano, uno Shrek versione 4.0 che però è anche uno dei più completi centri per rimbalzi e movimenti con tocco dai 3 metri, il vostro ragioniere di fiducia stempiato già a 21 anni ma sempre decisivo quando bisogna far tornare i conti ed il sosia di Biff Tannen – il cattivo di Ritorno al futuro – che però invece di finire nel letame ha fatto fuori la grande favorita Kansas. Solo Fredette potrebbe giocarsi qualche chanche NBA, gli altri hanno già pronto il libro dei ricordi per i nipotini.

Voto 6 a Greivis Vasquez (Maryland)
L’icona venezuelana ci ha provato in tutti modi, con i soliti 26 punti e gli scontatissimi 20 tiri, conditi però da 8 assist ed una leadership testosteronica di chiara origine ispanica; ma non è bastato per sconfiggere il collaboratore di fiducia degli astri Tom Izzo ed il diabolico ultimo tiro sulla sirena di Michigan State. Ne sentiremo parlare ancora, magari non necessariamente nella NBA ma addirittura anche in qualche palazzetto non lontano da casa nostra. Per la gioia degli amanti di questo sport e dei suoi tanti tifosi, a Maryland ed ovunque andrà. Vamos Greivis!

Voto 5 al settebello: Cole Aldrich (Kansas), Al-Farouq Aminu (Wake Forest), DeMarcus Cousins (Kentucky), Derrick Favors (Georgia Tech), Wesley Johnson (Syracuse), Evan Turner (Ohio State), John Wall (Kentucky)
Meritano di essere raggruppati insieme perché hanno un fattore che li accomuna: pur non avendo fatto malissimo sul piano individuale, non sono riusciti a far avanzare almeno alla Final Four le rispettive squadre. Escono dal torneo e probabilmente chiudono la loro carriera NCAA con un amaro senso di incompiuto e con ferite non rimarginabili, ma adesso si giocano tutti insieme l’accesso alle prime cinque scelte del prossimo draft.

Voto 4 a Greg Monroe (Georgetown)
Come i colleghi del settebello non ha giocato in modo atroce la partita dell’uscita di scena, ma l’eliminazione al primo turno aggrava la sua posizione. E’ un enigma irrisolvibile che continua ad alimentare amore e odio nei suoi confronti: per talento e se ingranasse la marcia giusta potrebbe anche mettere la freccia e scavalcare buona parte dei citati qui sopra, ma l’approccio estemporaneo al gioco e la difficile collocazione tattica nella NBA lo fanno partire alle loro spalle nelle previsioni per il draft.

Voto 3 a Xavier Henry (Kansas)
E’ scorretto puntare il dito contro di lui per individuare il colpevole nell’harakiri dei Jayhawks, specie considerando che Collins e Taylor avrebbero dovuto giocare la carta dell’esperienza e quindi assumersi le maggiori responsabilità. Tuttavia il modo in cui si è defilato nella partita contro Northern Iowa fa accendere la spia agli osservatori NBA ed ai compilatori dei vari mock draft, che infatti continuano a scaraventarlo sempre più in basso. Resto del mio parere, non entusiasmante: sicuramente non un leader nel breve e nel lungo periodo, ma in un sistema già vincente e collaudato può trovare un senso come valore aggiunto dalla panchina.

Voto 2 a Scottie Reynolds (Villanova)
Non mi fa impazzire in assoluto, ma lo consideravo il miglior giocatore NCAA insieme a Evan Turner per giocare i finali di partita punto a punto; se nel primo turno ha confermato questa impressione non senza qualche agevolazione da arbitri di rara fiscalità, nel secondo turno contro gli scatenati Gaels di St.Mary’s è sprofondato insieme ai suoi compagni. Eletto nel miglior quintetto dell’intera stagione NCAA, ma gli manca sempre qualcosa per mettere d’accordo tutti.

Voto 1 a James Anderson (Oklahoma State)
Georgia Tech era avversaria davvero ostica, il suo supporting cast non era dei più eclatanti così come le velleità dei Cowboys al torneo, ma James ha proprio toppato la partita di primo turno contro Favors e compagni, senza mai dare l’idea di riuscire ad entrare in ritmo. E’ notizia di queste ore la sua decisione di dichiararsi per il draft NBA, ovvero il modo più rapido per affogare l’amarezza di questa chiusura sottotono della sua grande carriera collegiale. Ad ogni modo vale il primo giro.

Voto 0 a Luke Harangody (Notre Dame)
Zero come i punti che ha messo a segno nei primi 39 punti della sua atroce sfida di primo turno contro Old Dominion, bucata senza appello nella sua peggiore gara forse dell’intero quadriennio. Come Anderson chiude così la sua carriera collegiale straordinaria nel peggiore dei modi, e francamente Luke lo meritava proprio meno di tutti. Ora sarà (forse) scelto al secondo giro del draft, ma le sue caratteristiche non gli assicurano un futuro tra i pro.

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4 Comments to “NCAA Tournament: Up and Down (players)”

  1. Bandini says:

    Gerry, niente voto a DeSean Butler? Nel momento di maggior secca offensiva nella finale di regionals con UK, Butler ha messo 2-3 bombe consecutive che hanno rimesso in careggiata i Montanari. Vedremo come andrà contro Duke, ma nel torneo mi è sembrato il giocatore più completo a livello tecnico e caratteriale, leader se ce n’è uno!
    Condivido molti voti, però per come ha giocato gli ultimi 3 minuti della sua carriera collegiale darei 8 a Vasquez, mentre il voto di Henry è coerente con tutta la sua stagione!

  2. Gerry says:

    Mi hai praticamente letto nel pensiero, perché arrivato in fondo al pagellino la prima reazione è stata: accidenti, mi sono dimenticato Butler e Udoh!
    Per far spazio al secondo ho usato il mezzuccio della lode a Hayward, promuovendo da 9 a 10 Smith, ma per il primo non c’erano più numeri disponibili, a meno di andare con altri gruppetti o col bacio accademico. 🙂
    Assolutamente d’accordo con te, insieme a Hayward ed i tre Blue Devils Butler è il più credibile candidato ad MVP per la Final Four, che tuttavia fa storia a sé costringendo a resettare tutto quello che c’è stato fino ad adesso. Per altro se dovesse vincere Michigan State ho enormi problemi ad intuire ed individuare in anticipo chi potrebbe essere il leader protagonista che si eleva al punto da strappare il riconoscimento.

    Il 6 del venezuelano è motivato solamente dal discorso eliminazione e dal compito arduo di trovargli un posto nel giochino, ma come detto tra le righe un giocatore così speciale difficilmente si meriterà un giudizio inferiore all’eccellenza a prescindere.

  3. Charles says:

    Io avrei invertito Scottie e Anderson, per il resto tutto abbastanza condivisibile e, come sempre, con pulizia di scrittura invidiabile!
    Per quanto riguarda Michigan State, tutto dipenderà da come verranno giocate queste due partite ma secondo me sarebbe una corsa a due tra Summers e Morgan, con l’opzione Draymond che, se dovesse vincere, mi renderebbe superfelice! Comunque spero che non si pongano questi dubbi..Butler li spazzerà via :)!

    PS: visto che non sbagli mai, è opportuno farti notare gli errori.. Oklahoma State Sooners non si può vedere :D!

  4. Gerry says:

    Ehhh, magari fossi infallibile, con lapsus del genere andrà sempre peggio in futuro! 🙂

    Vado ad editare in Cowboys, che Draymondone ci allieti nel weekend!

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