…continua da NCAA Tournament Prêt-à-porter: Midwest

Seconda puntata di presentazione dei 4 brackets, tocca all’East ed ai numerosi trappoloni che propaga in ogni settore della griglia.

Favorita

#1: Kentucky Wildcats (32-2, 14-2 SEC)
E’ la squadra di John Wall, ma attorno alla probabile prima scelta assoluta del prossimo draft gravitano almeno altri 3 giocatori di estremo interesse anche in prospettiva NBA. E’ anche il regno della celeberrima Dribble Drive Motion di John Calipari, ovvero un’elaborazione del classico penetra e scarica che si impara nei primi anni di minibasket, perfezionato ovviamente a seconda delle reazioni della difesa. Grazie a questo sistema ed ai suoi intrallazzi nel continente, il coach punta a portare tra i pro il terzo Rookie of the Year consecutivo dopo Rose e Evans in quel di Memphis: genio assoluto, per quanto controverso, del reclutamento dal liceo. Mirabile la crescita di Cousins a stagione in corso, indispensabile il contributo dell’undersized power forward Patterson, l’anno prossimo ci sarà l’esplosione di Bledsoe. Hanno però ostacoli di vario tipo disseminati sul percorso fin dal secondo turno prima della probabile sfida con West Virginia.

Starting five
PG 1 John Wall – Freshman
La prima scelta designata del prossimo draft, probabilmente un play da dinastia. Velocissimo, esplosivo, solido mentalmente, acrobatico. Non ne sono innamorato ufficialmente come fu per esempio con Durant, perché è possibile riscontrare qualche tignoso missing links (tiro, ball handling nel traffico, gestione del ritmo, palle perse banali), ma John ha 6 partite a disposizione per mettere a tacere anche i pignoli.
PG 24 Eric Bledsoe – Freshman
In altri contesti e senza l’ombra di Wall, si parlerebbe moltissimo di lui. Intelligente, energico, gran difensore, propensione agli intangibles, non è un talento naturale palla in mano ma convince in penetrazione grazie ad agilità ed elasticità sorprendenti. L’anno prossimo senza gli altri big potrebbe esplodere.
G 1 Darius Miller – Sophomore
Classico giocatore di chimica per gli equilibri di squadra. Difende, sa dove piazzarsi in attacco, non è dannoso al tiro anzi può segnare da 3 sfruttando gli scarichi dei quattro compagni più illustri.
F 54 Patrick Patterson – Junior
Mio pallino. Gioca bene le posizioni intermedie e con l’arrivo di Cousins ha dovuto allargare il suo raggio d’azione, eventualmente anche con esecuzioni da 3 non proprio nelle sue corde. Bene a rimbalzo, intelligente, è il barometro nascosto dei Wildcats: se gioca bene lui la squadra gira al meglio.
C 15 DeMarcus Cousins – Freshman
Sorprendente. Non sapeva fare nulla nei primi due mesi, perdendosi dopo il primo passo palla in mano; ora è il più credibile lungo a disposizione nel prossimo draft, con tecnica ed intuito a rimbalzo ma soprattutto grazie alla comparsa di un gioco in attacco di rara efficacia negli ultimi 3 metri, per quanto ancora molto da raffinare.

Cousins e Wall vogliono essere immortalati così il 5 aprile.

Alternativa

#2: West Virginia Mountaineers (27-6, 13-5 Big East)
La vittoria nel torneo di conference ha fatto definitivamente uscire allo scoperto i Montanari. A livello fisico-atletico sono forse il meglio che la NCAA può proporre, come da sempre adora coach Bob Huggins; è la squadra con più corpi pronti per la NBA, concetto ben lontano dall’avere anche giocatori mentalmente e tecnicamente all’altezza dei pro. Riassume in pieno questi aspetti lo sbandieratissimo Devin Ebanks, segnalato con regolarità al primo giro nei vari mock draft ma mai convincente del tutto per quel senso di incompiuto che lascia all’osservatore. Da’Sean Butler è il leader realizzativo e non solo, solidissimo senior che sa segnare letteralmente in tutti i modi, mentre Kevin Jones chiude il terzetto dei “fisicati” giocando splendidamente gli spazi con coordinazione tutta personale ma efficace. Punto debole è il reparto guardie, Bryant e Mitchell non sono all’altezza. Accessibile il loro tabellone prima di trovare eventualmente Kentucky, l’intensità difensiva gli permetterà di fare strada.

Outsider

#4: Wisconsin Badgers (23-8, 13-5 Big Ten)
Piccolo diversivo al solito menù previsto lassù al nord per i Tassi: non solo taglialegna bianchi sgraziati che mettono il corpo in area (Keaton Nankivil) o tirano da tre e basta (Jason Bohannon), ma anche giocatori di assoluto rilievo nazionale: su tutti Trevon Hughes, sublime guardia completa in ogni fase del gioco e con più di una possibilità di invito in camp NBA; attenzione a non farsi ingannare dalla copertina del sottovalutatissimo Jon Leuer, forse uno dei lunghi più intelligenti e più completi a livello di fondamentali ed anche insospettabilmente atletico, possibile idolo in Europa; interessante infine la guardia Jordan Taylor. Ti anestetizzano col loro basso ritmo, se il punteggio non supera i 120 punti complessivi vuol dire che si è giocato come vuole coach Ryan; ma non hanno uno stile di gioco adatto per il Torneo.

#6: Marquette Golden Eagles (22-11, 11-7 Big East)
Enorme attenzione alle Aquile Dorate, insidiosissime in singola giornata per la loro atipicità. Ti stendono a forza di tiri da 3 punti, con una gamma di realizzatori dalla distanza veramente invidiabile ed in grado di coprire anche tutti i 5 ruoli; il centro o presunto tale è infatti Hayward, molto più a suo agio nel bombardare dai 7 metri che nel giocare in area; gli altri due realizzatori sono l’atletica ala Butler, che passa l’intera partita a buttarsi dritto per dritto verso il canestro con mille contatti, e la funambolica guardia Johnson-Odom, dinamitardo screanzato impossibile da fermare se entra in ritmo. Sono la mina vagante di questa parte del tabellone: possono uscire con Washington e New Mexico così come andare ad affrontare Kentucky per accedere alla Final Four

Underdog

#8: Texas Longhorns (24-9, 9-7 Big 12)
Dovevano essere una delle favorite e lo sono stati nelle prime 17 partite senza sconfitte, ma persa l’imbattibilità sono crollati verticalmente, non riuscendo più ad impostare gli alti ritmi che li avevano portati spesso oltre la quota dei 100 punti segnati (impresa tutt’altro che facile al college). Ora minacciano seriamente Kentucky al secondo turno, sempre ammettendo che riescano a superare il micidiale ostacolo Wake Forest al primo. Damion James rilancia le sue quotazioni per il draft con una stagione da 18 e 10: potenziale difensivo super, attaccante non sfavillante ma completo, vale ampiamente la NBA. I freshman Bradley ed Hamilton garantiranno competitività a coach Barnes anche l’anno prossimo, Pittman per quanto dimagrito non riesce proprio a stare in campo a livello aerobico per più di 5 minuti consecutivi.

Da seguire

Lavoy Allen – Temple
Mia cotta invernale, lo ritengo senza timor di smentita il miglior rimbalzista del college basket. Un cattedratico del gioco, sa sempre cosa fare e legge ogni situazione ben conoscendo i suoi limiti tecnici ed un talento non accecante. Fantastico passatore dal post, sublime nel trovare spazio al ferro negli ultimi 3 metri. Purtroppo Temple potrebbe fare poca strada.

Al-Farouq Aminu – Wake Forest
Boh, io ho ormai rinunciato a farmi un’idea su questo ragazzone, lasciando ai posteri ogni sentenza. L’atleta ed il potenziale sono fuori discussione, così come il rischio di chiedergli troppo nella NBA ripercorrendo così un filone per molti aspetti identico a quello di Tyrus Thomas. Gli scout hanno la scorta di taccuini per annotare come si comporterà contro Texas prima ed eventualmente contro Kentucky poi.

Da non perdere

5.Temple vs 12.Cornell
6.Marquette vs 11.Washington
8.Texas vs 9.Wake Forest
ev. 1.Kentucky vs. 8.Texas/9.Wake Forest

To be continued… NCAA Tournament Prêt-à-porter: West

Tags: , , , , , ,

2 Comments to “NCAA Tournament Prêt-à-porter: East”

  1. Credo che Kentucky sia troppo forte per il resto della concorrenza, una sua mancata qualificazione alle F4 sarebbe una sorpresa fuori da ogni logica. Per me Kentucky favorita per il taglio di retina finale.

  2. Leonardo Ancilli says:

    Wall si è presentato 17 punti con 7 tiri, 3/4 da tre e 11 assist tanto per gradire.

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>