Ci siamo, il volatone è lanciato: nei prossimi 10 giorni i tornei delle singole conference (una sorta di playoff a tabellone tennistico proprio come la March Madness), il 14 Marzo la fatidica Selection Sunday, nella quale la commissione NCAA decreterà i nomi delle 65 prescelte per il torneo nazionale, il cui primo turno inizierà il 18 Marzo.
Chi arriva meglio e chi arriva peggio alla fase clou della stagione tra alcuni dei possibili protagonisti del prossimo draft?

UP


Evan Turner – Ohio State – Junior
Me la rischio o non me la rischio? Me la rischio: siamo tutti così sicuri che John Wall sarà la prima scelta del prossimo draft? Se le palline della lotteria dovessero premiare Nets (Harris, unico punto fermo con Lopez), Utah tramite New York (ovviamente Deron), Sacramento (ovviamente Evans), Minnesota (Flynn, Sessions, diritti di Rubio), a nessuno di questi front office passerà per la testa di preferire Turner al play di Kentucky?

Evan è un califfo del gioco, ma faccio poco testo perché sono innamorato a priori della fattispecie; lo paragonai due anni fa a Brandon Roy, rivedendo in lui le stesse movenze sincopate e sotto controllo della guardia di Portland, ma persino io mai avrei pensato ad una simile esplosione. Storicamente chi sceglie per primo guarda al talento potenziale assoluto e non certo alle esigenze di squadra, quindi Wall resta favoritissimo a prescindere; ma se il 24 Giugno il primo nome fatto da Stern dovesse essere un altro, sarei l’ultimo ad essere sorpreso.

Al-Farouq Aminu – Wake Forest – Sophomore
Con questo ragazzo ho un rapporto difficile. Sicuramente non c’è stato amore a prima vista, perché l’ho bollato come la solita fattispecie di stampo USA: prima l’atleta sontuoso, poi (molto poi) i fondamentali. Nel corso della scorsa stagione è cresciuto oggettivamente, migliorando controllo e selezioni e costringendomi a rivedere in buona parte il giudizio, eppure non riesco ancora ad essere del tutto convinto.

Parte da un’oggettiva superiorità fisica che gli permette di dominare in varie fasi del gioco (rimbalzi in primis), ma al piano di sopra troverà tutt’altro livello e fatico a vedere movimenti offensivi nitidi nel suo repertorio. Notevolissimi per esempio i suoi avvicinamenti in virate, spin move, ma non sa come gestire alcune situazioni in palleggio e fronte a canestro, non è tiratore affidabile, non è un difensore eccelso quando deve leggere prima di azionare le sue interminabili leve. E non si sa bene cosa farne come collocazione NBA, anche se il paragone (ottimistico) con Josh Smith mi pare azzeccatissimo. Gli osservatori oltreoceano lo danno in continua ascesa, doveroso prenderne atto.

DeMarcus Cousins – Kentucky – Freshman
Esattamente come per Aminu, anche con Cousins mi sono chiesto a lungo come diamine potesse godere di tutto quel credito; poi il ragazzo ha davvero cambiato marcia, ed ora abbiamo a che fare senza dubbio col lungo più credibile a disposizione nel prossimo draft, insieme ad Aldrich. Ad inizio stagione non mostrava alcun movimento offensivo sensato ed aveva limiti tecnici assortiti in ogni fase del suo gioco; ora ha costruito una solidissima gamma di soluzioni dal post basso che va ad aggiungersi alla base fisica importante ed agli istinti per il rimbalzo fuori dal comune.

Rivedo in lui un po’ di Al Horford: non esplosivo, non mobilissimo orizzontalmente, forse non sempre bello da vedere, ma competitivo nell’uno contro uno, efficace in attacco anche nel metterla a terra e con un tocco raro per quelle altezze e quei muscoli; per altro rispetto al centro di Atlanta ci sono un paio di centimetri in più, maggiore gioco interno e più attrazione per la retina. Sì, DeMarcus mi ha convinto: avrà una solida carriera nelle aree NBA.

Forse il miglior atleta NCAA: Al-Farouq Aminu.

DOWN


Ed Davis – North Carolina – Sophomore
Il bluff pare ormai svelato, anche negli USA se ne stanno accorgendo: Davis è scomparso quasi ovunque dalle primissime posizioni dei mock draft, così come i suoi Tar Heels sono precipitati nella stagione più disastrosa della loro storia recente. Il potenziale resta alto, mano sinistra ed atletismo sono prima classe, ma le prime 5 scelte del prossimo draft sono una vicenda che non lo riguardano più.

Tuttavia il rischio in questi casi è esagerare nel senso opposto, dimenticandosi anche degli aspetti positivi di cui dispone Ed. Non da escludere (per il suo bene) che resti un altro anno a Chapel Hill, anche se l’incertezza sul prossimo contratto collettivo in materia di destino degli underclassmen (giocatori che escono dalla NCAA prima del loro quarto anno universitario) consiglia a tutti di dichiararsi eleggibili ora.

Xavier Henry – Kansas – Freshman
Aveva fatto capolino nelle prime 10 posizioni dei vari mock per tutto l’anno, ora nemmeno la lotteria pare così scontata per lui. Ed i motivi tecnici per essere esitanti nello sceglierlo così in alto sono chiari: non è un atleta prima classe, fatica a crearsi un tiro dal palleggio, non ha un ball handling rassicurante per gli standard delle guardie NBA.

E’ però un indubbio tiratore piazzato dallo scarico, si muove bene senza palla, sa passarla ed ha costante controllo del corpo, per altro ben costruito. Potrebbe diventare un giocatore appetitosissimo per quelle squadre di prima fascia che scelgono dalla 20 alla 30 al primo giro, arrivando così in sistemi collaudati nei quali non gli sarà chiesto di fare caterve di punti e di tenere fede alle aspettative di una scelta nelle top 14.

Wllie Warren – Oklahoma – Sophomore
Qui ci si è messa pure la sfortuna, nelle sembianze di un infortunio alla caviglia che sembrerebbe tagliarlo fuori dalla stagione. Ad onor del vero, dopo la partenza dell’altro sfortunato Blake Griffin, Warren non si è sempre dimostrato all’altezza come primo violino dei suoi Sooners, con eccessiva quantità di forzature, percentuali in vistoso calo dal campo (addirittura dal 37% al 30% da tre) e letture sotto standard; ma senza di lui la squadra non vince nemmeno per caso (5 sconfitte in fila da quando è out).

E’ una combo guard compatta che ti gioca addosso, ti attacca costantemente con atletismo, forza nella parte alta del corpo e notevole primo passo, decorosissimo ball handling, sublime abilità nel chiudere le penetrazioni accettando i contatti ed amando i controtempi. Non è un play, non è un passatore e fatica a migliorare il gioco dei compagni, mentre la meccanica di tiro inaffidabile lo avvicina più a Rodney Stuckey che a Ben Gordon nei paragoni più credibili oltreoceano. Adesso il grande dilemma: dichiararsi lo stesso o fare un altro anno ad Oklahoma?

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8 Comments to “NCAA: Up and Down”

  1. Fazz says:

    D’accordissimo sugli up, con Aminu che continua a imparare e migliorare, Turner che ha forse meno possibilità di Wall di essere un franchise player, ma più possibilità di creare intorno a sé un contesto vincente e Cousins che beh, è evidente, sta crescendo a vista d’occhio.

    Per quanto riguarda i down si tratta comunque di giocatori che non hanno mai convinto a pieno, Davis in primis che anche per provenienza sembra la brutta copia di Brendan Wright… e ok gli infortuni, ma la carriera di quest’ultimo finora, sia al college che tra i Pro, non è stata esattamente esaltante.

    Henry potrebbe ripercorrere le orme NBA di Redick (ma con 3 anni di meno) con fatica nei primissimi anni, ma poi contributo rilevante, mentre Warren potrebbe essere il classico giocatore pronto per far la fortuna dei fantagiocatori e di una franchigia NBA da 30 W a stagione.

  2. Bro says:

    Ti spiace se incornicio il pezzo su Aminu?
    Sai, vedere che lo metti tra gli Up è una specie di vittoria personale… 😀

    Scherzi a parte, grandi profili, as usual.
    Le mie perplessità le conosci ma per il resto direi che l’inappuntabilità rimane intatta.

  3. Gerry says:

    Vai pure di cornice Bro!
    Di certo ormai, alla luce della mia incapacità di produrre un’idea risoluta su di lui, una delle curiosità più grandi nei prossimi anni sarà vedere cosa diamine combina Aminu tra i pro.
    Per altro il suo stesso inserimento tra gli Up è in realtà un trucchetto con cui poi maschero un commento come al solito di rara titubanza… 😛

    Molto interessante il paragone Henry-Redick di Fazz, anche se forse Xavier arriva meno monodimensionale tra i pro rispetto a JJ, il quale d’altro canto è a mio parere il più clamoroso improved player di questi ultimi due anni nel sommerso dei meno pubblicizzati della lega.
    D’accordo anche su Warren: possibile animale da fantanba, protagonista in sistemi da 30 W, ma volendo azzardare anche possibile uomo chiave dalla panchina con punti nelle mani in sistemi da 50 W. Certo che non poteva scegliere momento peggiore per infortunarsi…

  4. Davide Bortoluzzi says:

    Grandissimo il profilo di Evan..giocatore fantastico..d’accordo su tutti…mi sento meno convinto su Henry..giocatore che rimane comunque importante..accostarlo poi a Redick come poi hai detto è un pochino troppo…secondo me si tratta di un giocatore dal grandissimo potenziale..al quale farebbe bene ancora un anno a Kansas..magari da leader..

  5. HoopsStreet says:

    john wall a minnesota ha detto khan ke partono le trattative x cedere jonny flynn

  6. Davide B. says:

    se ci mettono anche i diritti su rubio per strappare qualche giocatore di complemento la cosa può avere un senso…

  7. Io spero di cuore che la lotteria la vincano i Pacers, John Wall sarebbe perfetto in mezzo ad altri ottimi giovano come Granger, Rush Hibbert.

    Di contro spero con tutto il cuore che non finisca a Golden state dove verrebbe rovinato in un amen.

    Turner è un gran bel giocatore, ma per me Wall è decisamente superiore, anche in virtù del ruolo che occupa.

    Su Ed Davis secondo me si era alzato troppo il tiro l’anno scorso dove giocava in una sorta di Dream Team e dove non conosceva l’esistenza dei raddoppi, quest’anno da prima punta vengono fuori tutte le magagne.

    Mi ripeto per me Greg Monroe in ottica NBA vale una chiamata in top 5 dopo ovviamente Wall e Turner.

  8. Davide Bortoluzzi says:

    e dopo johnson! poi ci starebbe lui tutta la vita..

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