Rondo va a Dallas per… nulla.

Say Goodbye.

Say Goodbye.

Si sa, Rajon non poteva essere, per evidenti motivi tecnici, fisici e finanziari, la pietra miliare su cui ricostruire i nuovi Celtics da titolo.

Troppo anarchico in campo, troppo difettoso in elementi chiave (difesa e tiro) per essere un leader tecnico, troppo ambizioso per poter aspettare a lungo la vittoria, troppo aleatorio circa il suo stato di salute.
In pillole, troppo lontano dal poter ricevere da Boston quel massimo salariale o comunque quelle altissime cifre che certamente proverà a mendicare tra qualche mese, a partire ovviamente da Dallas.

Ma questa trade con tempistica agghiacciante certifica un’amara realtà per gli inferociti e sconsolati tifosi biancoverdi: per tornare competitivi, ammesso che ciò avvenga, passerà moltissimo tempo. Forse troppo.

Ainge non ce l’ha fatta. Non è riuscito a muoversi con la sua caratteristica navigazione a vista improvvisando una concatenazione di mosse casuali tale da rimettere sulla mappa in breve tempo la franchigia.
Non è riuscito proprio a muoversi, non senza alibi tra cui lo stesso infortunio del suo numero 9, ma con l’evidente sopravvalutazione della sua capacità di portare free agents di valore a Boston.

Si è messo con le spalle al muro, ma all’interno di un tombino. Ed un tombino chiuso, da cui non passava più l’aria.

Non si spiega altrimenti perché accettare questo abominio e farlo a ben due mesi dalla scadenza del mercato, in assoluta emergenza ed in presumibile panico da gioco al ribasso (ma davvero in passato nessuno ha offerto qualcosa in più? E davvero a febbraio nessuno avrebbe offerto almeno qualche scelta migliore?).

Perché sì, vendere l’unico presunto bene che ti è rimasto in squadra, per di più ultima bandiera e cuore di una dinastia, alienandolo in cambio di una prima scelta che assomiglia molto ad una seconda, una seconda che è proprio un’inutile seconda, una cospicua trade exception di cui però come al solito non saprai che fare, un giocatore che scadrà tra pochi mesi (Wright), un carnefice di un taglio obbligato per rientrare nei 15 giocatori a roster (Crowder) ed un veterano che in un mondo perfetto (quindi non questo) dovrebbe insegnare a Smart come si gioca playmaker in questa Lega (Nelson), è oggettivamente un abominio.

Per quanto un abominio obbligato.

Ainge non ha deciso di andare coi giovani per poi impacchettarli insieme alla moltitudine di scelte future in cambio di stelle (Garnett, Allen) da aggiungere alle stelle già presenti a roster (Pierce) per poi valorizzarne altre ancora (Rajon appunto).

No, Ainge va oggi coi giovani per poi andare con altri giovani e vedere se finalmente ne azzecca o valorizza qualcuno, non avendo più letteralmente altro a roster.
Si è dovuto arrendere, per poter almeno considerare la ripartenza.

Sogni d’oro, popolo biancoverde.

Ora si può pure dare a Smart e Young tutto il tempo che occorre loro per crescere, dimenticando l’attualità ed i poco incoraggianti esordi, ma è agli atti che da Sullinger, Olynyk, Bradley, Pressey, Turner e Zeller non cavi fuori nulla di interessante, sia pur con graduazioni differenti.

Ed i soldi che spetterebbero ai big, sorvolando sulle cifre assurde del rinnovo di Bradley fino al 2018, sono ora impegnati a salario per poco più (Green, Thornton) o poco meno (Wallace, Bass) di suggestioni contabili, quattro contratti che insieme sfornano la mefistofelica somma di $35 milioni alla cassa, decisamente più utili nello studio del commercialista che in campo.
Col piccolo inghippo che solo Thornton e Bass sono in scadenza e con l’enorme inghippo che ora non ci sono più cespiti da affiancare per cederli.

Siamo al vuoto assoluto, perché si sono annullate anche le prospettive. E la storia, in primis proprio quella di Rondo, ci dice che far crescere i giovani in contesto vincente è molto più semplice che farlo con una squadra cadetti destinata a perdere tanto e male per almeno due anni (non ho detto Philadelphia eh).

Verissimo, si sono viste tante ricostruzioni inattese nella pazza storia della NBA e lo stesso Ainge si è reso protagonista in passato di uno dei più opulenti conigli tirati fuori da un cilindro ristretto a dismisura, dopo il mancato aggancio ad Oden o Durant nel 2007.

Ma appunto, è una mandrakata che ti riesce una volta in carriera, anche perché non è sempre facile trovare l’amico McHale di turno che ti porta in dote Garnett, ripartendo da Boston con un torpedone pieno di giovani nemmeno poi di così belle speranze.

E se quello che sembrava un eroe fino a poco tempo fa oggi è forse la persona più denigrata, insultata ed indesiderata nell’intero Massachusetts, forse un motivo ci sarà.
Buona fortuna Danny, te ne servirà veramente tanta. Anche se al Fire Ainge dovresti essere ormai abituato.

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10 Comments to “Rajone senza sentimento”

  1. Francesco says:

    Capisco che senza alcuna assicurazione da parte di Rondo che aveva detto di voler testare la free agency da una squadra senza immediato futuro tradarlo fosse l’opzione piu probabile e ragionevole. Non ho ben capito la svendita. La squadra che rimane è incredibilmente povera di talento. Ci vorranno anni e anni per contendere. Non si puo scambiare danny con larry?? Ci sarebbe sicuramente molta più “poesia”

  2. Matthew says:

    Post certamente condivisibile. Però provo a infondervi un pochino di ottimismo per il futuro prossimo: io tifo Rockets e un paio di anni fa la nostra situazione era più o meno equiparabile alla vostra, con tutti i componenti validi della squadra di T-Mac e Yao che venivano ceduti uno dopo l’altro per scelte future e/o asset (dal valore anche discutibile). Risultato: ci si ritrova con una squadra piena di doppioni, capitanata da Lin (strapagato) e Asik (che fino ad allora si era distinto per essere un ottimo difensore, ma sempre uscendo dalla panchina), senza la minima speranza di fare i play-off a ovest e con parecchi dubbi su cosa si sarebbe cavato di buono in futuro. Poi succede che a fine estate arriva Harden in cambio di Martin (in scadenza quell’anno), Lamb (appena draftato) e una (o due? non mi ricordo) scelte future. E allora tutta l’accozzaglia di prospetti interessanti e mentecatti già a roster prende senso (lo scrivesti anche tu al tempo, mi pare). Oh, probabilmente fu anche una discreta botta di c**o, visto che OKC era molto con l’acqua alla gola (e forse dato il probabile innalzamento del cap in futuro, situazioni del genere potrebbero essere molto più rare). Ripeto, si trattò di un caso molto singolare, quindi non vorrei creare facili illusioni, ma sono le classiche cose che succedono quando nessuno se lo aspetta. Scusate la lunghezza, spero che il senso si sia capito!

  3. lebronpepps says:

    sad but true

  4. Saimon says:

    Oddio, allora è vero…
    Speravo di trovare in un tuo post una logica che io non riuscivo a trovare per tutto questo, ma se nemmeno tu ci leggi nulla….siamo all’Averna.
    Faremo quello che ci eravamo abituati a fare negli anni pre- big3 (o four): pazienza classe e stile, tener duro, e guardare infinità di DVD di Larry Legend.

  5. gec says:

    Mi permetterei di far notare a lorsignori che i due nuovi arrivi, buoni come il pane in una situazione di basket strutturato, saranno scambiabili prima ella chiusura primaverile del mercato NBA , non siate troppo duri con Ainge. Anche visto l’impatto che ha avuto fino ad ora con i Mavs il buon RR

  6. lebronpepps says:

    intanto si continua con la wrecking ball, magari avero fatto un anno prima sarebbe stato meglio, però intanto 11 prime scelte nei prossimi 4 anni

  7. Frinf says:

    in attesa del prossimo pezzo (che fine avete fatto? davvero niente commenti sugli Hawks?) vi posto il link dove trovare il secondo (e ultimo per quest’anno) power ranking che abbiamo proposto.
    http://www.spazionba.it/power-.....e-edition/

    considerato il “putiferio” uscito fuori l’ultima volta, lo posto direttamente io, sperando che qualcuno possa farcisi una semplice risata 😀

  8. gasp says:

    “Ainge non ce l’ha fatta. Non è riuscito a muoversi con la sua caratteristica navigazione a vista improvvisando una concatenazione di mosse casuali tale da rimettere sulla mappa in breve tempo la franchigia.”

    Be li ha riportati ai PO…che bello parlare con senno di poi, dove dopo 5 mesi l’avventura di Rondo a Dallas sembra già al capolinea…

    Ma avete perso la password del blog che non scrivete più? Perché di argomenti ce ne sono

  9. Frinf says:

    di argomenti ce ne sono a centinaia…oh, che poi Boston ha fatto i playoff in una conference del tutto anomala dove gli ultimi 2 posti erano disponibili con record bassissimi, però buttali via.

  10. garion says:

    Blog definitivamente chiuso? Senza neanche un ciao? :/

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