From Cavs vs Jazz del 5.11

Need a caption?!

Need a caption?!

“Meglio essere investiti da un’auto” il commento lapidario su un blog di cucina per descrivere una prelibatezza culinaria tipica dell’Ohio.

La miscela effettivamente poco attraente di ingredienti del Cincinnati Chili non ha, fortunatamente, niente a che vedere con il mix di talento che il management dei Cavs ha allestito per (ri-)preparare la tavola delle Finals a Cleveland.

Sulla carta questi Cavaliers mi sembrano molto più sensati e ben costruiti persino di come mi apparivano gli Heat il giorno dopo la decisione del regnante MVP di trasferirsi a South Beach.

La ricetta apparentemente è infallibile: c’è il miglior giocatore della Lega, uno dei più completi big men della Lega con la voglia di competere di chi non ha mai avuto davvero una chance, una giovane point guard che però è già nell’ élite del ruolo e un gruppo di role player che sanno benissimo cosa gli viene chiesto di fare e guarda un po’ sono proprio specializzati in quel particolare lavoro.

C’è chi ha già vinto e sa come si fa. E c’è tanta tanta fame.

Niente di tutto questo si è visto, tuttavia, nella partita disputata alla Energy Solutions Arena di Salt Lake City.
(Nota: ridatemi i nomi dei vecchi templi del basket americano!)

Nella sconfitta di mercoledì notte contro gli intriganti Jazz quelli in maglietta rossa sono apparsi come tutto meno che una squadra. Il dato più inquietante è perfettamente riassunto in questa videata comparsa all’intervallo.

Outplayed, outpassed.

Outplayed, outpassed.

Coach Snyder, questa notte degno erede dell’idolo locale Jerry Sloan, mi ha regalato una bella partita in cui la via del canestro viene seguita e trovata da un gruppo di uomini che si muovono all’unisono e condividono gli onori. A tratti si è visto un ball movement eseguito con una velocità tipica di chi sa cosa fa e cosa farà il suo compagno. Di chi si conosce.
Ecco la differenza: 16 assist da una parte, solo 2 dall’altra.

LeBron ha chiesto ai tifosi di rilassarsi un attimo, i Cavs sono un insieme di pezzi costruiti per incastrarsi perfettamente, ma perché questo accada serve comunque tempo. Senza dimenticare che c’è un nuovo coach (un europeo che esordisce da head coach nella Lega) il cui compito sarà proprio quello di trovare l’amalgama giusto per tutti gli ingredienti, perché sono quelli giusti.

Dipenderà molto da quanto tempo servirà a David Blatt.
Ma anche a quanto saprà adattarsi Kyrie Irving al nuovo ruolo. Non è più il franchise player, gioca accanto al Prescelto e, per una point guard, non è così scontato continuare a sentirsi importante quando c’è qualcun altro in campo che detta l’azione. E non vorrei che l’ex Rookie Of The Year diventi semplicemente uno scorer.
Se c’è un passaggio critico nella ricetta, quello che se non è fatto a regola d’arte cambia il risultato, credo sia proprio questo.

Kenny Smith ha detto (riferendosi ai suoi Rockets due volte campioni) che in ogni grande squadre ogni giocatore deve rinunciare a qualcosa (sul piano personale) per rendere migliore la sua squadra. In Ohio questo è un processo appena iniziato.
Enjoy the wait.

Chiusura sui Jazz: fantastici!
Questi giocano così bene che avessero un filino di talento in più azzarderei pure un tentativo di post-season. Che invece resta una chimera.
La sensazione è che qualche margine lo potrà dare la crescita del rookie Dante Exum, quindi non troppo presto.

Gordon Hayward, giocatore di rara intelligenza in campo, se ne è uscito con una dichiarazione secondo cui lui è più forte di LeBron James in uno-contro-uno.
Sulla scia di Steph Curry che si è detto un miglior attaccante rispetto al 23 dei Cavs.

Al prodotto di Butler è andata bene: sul campo questa volta ha vinto la sfida diretta con l’avversario ed ha pure segnato il tiro della W sulla sirena.
Ma l’ho trovata comunque un’uscita francamente stupidina, il basket è uno sport di squadra e soprattutto nello Utah questo lo sanno benissimo.

Infine, vedere Ingles fare stretching prima di entrare in campo mi ha fatto esclamare una famosa battuta di Chi non salta bianco è:
“Diamogli quel minchione laggiù!”

E Billy Hoyle ha vinto ancora.

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2 Comments to “Cincinnati Chili”

  1. Frinf says:

    “C’è chi ha già vinto e sa come si fa. E c’è tanta tanta fame.”

    …l’unico dubbio è su questo.
    non metto in dubbio che abbiano fame, ma credo che in questo momento nella lega non siano quelli con PIU’ fame in assoluto.
    Se mai quest’anno dovessero prenderci qualche mazzata sui denti in post-season allora si.

  2. Canigggia says:

    Sì ma Gordon Hayward parlava di League of Legends, un videogioco… http://ftw.usatoday.com/2014/1.....bron-james

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