Gli unici credibili candidati al premio di MVP, James e Durant, sono un’incognita.
C’è spazio per tutti, a determinate condizioni.

All for one, and one for MVP.

All for one, and one for MVP.

Se i Cavaliers scollineranno le 60 vittorie, il designato per il premio sarà sicuramente LeBron, ovvio favorito assoluto per il solo requisito dell’esistenza. Ma la distribuzione delle statistiche con Irving e Love e qualche sconfitta di assestamento in attesa di trovare la chimica sono un rischio oggettivo.

Durant è compromesso, non tanto per le partite saltate quanto per i danni al record che faranno nel frattempo i suoi maldestri e disorientati compagni.

A Spursello queste quisquilie non interessano.

Se Griffin dovesse vincere questo premio, l’NBA avrebbe un problema enorme.

Bosh farà l’incazzato per qualche mese, mostrando al mondo che si può vincere senza LeBron e che lui vale il contratto che ha appena firmato, ma poi tornerà a regime.

Cousins metterà su le solite statistiche importanti ad amministrazione controllata, ma è pur sempre Cousins ed è pur sempre a Sacramento.

Melo e Dirk sono ancora arzilli, Rose e Kobe sono tornati operativi, ma nessuno di loro ha il minimo margine di speranza.

No, se non sarà LeBron, restano solo due nomi e mezzo.

Anthony Davis vincerà il titolo di MVP, ma forse non quest’anno ed a dispetto delle cifre individuali, perché i Pelicans ed in particolar modo la loro panchina non valgono ancora le 55 vittorie propedeutiche all’atto.

Possono arrivare invece a quelle quote Houston e Golden State?
Se la risposta è affermativa, James Harden e Stephen Curry hanno l’occasione della vita.

Escono come trionfatori dal Mondiale estivo, nonostante qualche forzatura di troppo del primo e qualche eccessivo affanno in difesa del secondo.

Team USA ha conquistato i tifosi statunitensi grazie all’intuizione strategicamente cavalcata da coach K fin dalla formazione del roster: quasi esclusivamente ragazzi affermati ma al tempo stesso affamati, ancora non consacrati da vittorie a livello individuale o di squadra.
Il meglio, che ancora deve dimostrare di essere il meglio.

Non è un caso che il peggiore della spedizione sia stato l’unico che aveva già vinto un titolo di MVP.

James e Stephen sono la faccia pulita del basket americano oggi, per quanto solo uno possa affermarlo anche nell’aspetto e nei modi. Ma fino a prova contraria, puoi essere pulito anche da hipster barbuto e nonostante la musica discutibile che ascolti, quando fai 30 punti a partita.

Battere il ferro finché è caldo, quindi, ma anche buttarvi dentro la palla se lo è pure la mano: Klay Thompson ed ovviamente Kobe permettendo, quei due possono tranquillamente giocarsela per la classifica di miglior marcatore stagionale, se Domineddio col 35 se la prende comoda e Melo legge-e-reagisce nel Triangolo.
E se segni più di tutti, quantomeno sei tra i primi 3 giocatori a venir preso in considerazione.

Ma non solo, perché gli old man moves coi banchetti in lunetta di Harden ed il limpido candore di Curry sono un tratto distintivo che va ben al di là delle cifre, caratterizzando i personaggi come tanto piace oltreoceano prima di elargire premi a destra e a manca.

Garanzia dentro e fuori dal campo: se dipendesse solo da loro, il Barba ed il figlio di Dell sarebbero legittimi Most Valuable Player 2015. Ma poiché non dipende solo da loro, buon lavoro a Kevin McHale e Steve Kerr.
Almeno 55 vittorie, coach, poi radioline sintonizzate sull’Ohio. E se per la quinta volta ancora titolo di MVP sarà, ad maiora LeBron!

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2 Comments to “Controlled-access highway to MVP”

  1. from0tohero says:

    Presto per parlarne ma sono 2 candidature valide. Molto condivisibili anche le “ragioni di esclusione” per altri pretendenti. Curry candidato naturale anche per la faccia pulitissima, che l’NBA non può far altro che promuovere. Harden lo vedo più difficile, Houston dovrebbe mettere a segno un record spaventoso (ma i presupposti sembrano buoni). A. Davis a nastro nei prossimi anni.

    p.s. Nel nulla cosmico nei Lakers l’unica nota lieta sarà lo one- man show di Kobe per il miglior scorer.Peraltro un miracolo di longevità e carattere visto l’infortunio

  2. lebronpepps says:

    e se alla fine arrivasse Damarcus? 🙂

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