We Got Game è tornato.

Ha-ha!

Ha-ha!

Dopo aver portato i propri talenti in giro per le spiagge del paese (sostanzialmente Travedona-Monate e Lago di Varese il sottoscritto, presumo Lignano Sabbiadoro e Bibione il mio socio friulano dal profilo estiv-aperitivo più alto), almeno uno dei due blogger di WGG ha annunciato con queste parole il ritorno ai suoi inutili post:

Il mio rapporto con i tanti affezionati ed appassionati lettori è più grande della pallacanestro. Non avevo realizzato tutto questo per circa quattro mesi. Ora sì.

E’ un’altra giornata davvero importante per la NBA, perché con questa riapparizione non scontata quasi tutti i tasselli di questa stagione troveranno collocazione quasi di inerzia, a domino.

La dimostrazione ci arriva per esempio da un altro solido ritorno ai sempre più in crescita e temibili Cleveland Cavaliers: la squadra di Anderson Varejao ha infatti raggiunto in estate l’accordo col free agent LeBron James, che ha giocato 4 anni con alterni successi e con compagni mediocri in quel gulag di South Beach.

Finalmente questo giocatore molto considerato in Ohio fin dai tempi del draft 2003 (prima scelta assoluta, davanti anche a Carmelo Anthony e Chris Kaman!) potrebbe aver trovato la sua sistemazione federal-mistica ideale: il profeta in patria.
Magari aiutando persino le stelle Kyrie Irving e Kevin Love alla conquista della vittoria.

Ari-sigh, quattro anni dopo.

A mente fredda, caro King James, ma cosa vuoi dimostrarci con questa arlecchinata?
Che sei il Prescelto? Che sei un uomo con le palle ed un cuore d’oro? Che sapevi già tutto? Che Cleveland viene prima di ogni altra cosa? Che puoi vincere ovunque e con qualsiasi compagno, solamente col miglior rimbalzista e la migliore point guard della nuova generazione invece dei sontuosi Jamison e Mo Williams?

Perché se ancora non te ne fossi accorto, che fossi il più forte lo sapevamo e te l’avevamo già detto tutti. Nonostante The Decision, ma grazie a The Decision. Ed a Wade, Bosh e coach Spoelstra.

Come nella migliore tradizione italica, anche recente, da Tavecchio a Evelina Christillin passando per Ferrero e Razzi e senza scomodare altri politici più illustri, il tentativo di mettere una toppa ad una gaffe è ancora peggio del buco stesso.

Gli manca solo di dire che quattro anni fa è stato frainteso, che le sue parole estrapolate dal contesto fanno perdere significato alla sua scelta, che ha molti amici gay e che va d’accordo sia coi neri che coi brasiliani capelloni.
Anzi, pure con ebrei, israeliti e palestinesi, anche se non ha ancora capito bene la differenza, ma con coach Blatt non si sa mai.

Sua Maestà, mi dispiace, ma non c’è rimedio a quello che è successo in quell’estate del 2010.

Puoi trovarlo nei cuori impecoriti di quei pecoroni dell’Ohio, che dopo aver bruciato la tua maglietta ed averti maledetto per quattro anni, oggi ti riaccolgono col borotalco nella più classica parabola del figliol prodigo, con tanto di vitello grasso offerto nelle sembianze di Love.
Capita quando per svagarsi l’unica alternativa al lago è il centro commerciale.

Ma chi ti ha faticosamente riconosciuto lo status di migliore in questi anni, non ci cascherà mai. Perché lealtà ed immortalità ormai non potranno mai più appartenerti.

Come se Gesù Cristo, di ritorno da Betania dove continuavano a tirargli pietre nonostante avesse appena resuscitato lo zio Lazzaro, decidesse di farsi musulmano e di farsi chiamare Abu Qasim Muhammad perché fa più figo stare a La Mecca, salvo poi ricredersi e tornare a Nazaret da eroe predicando l’Islamismo e fottendo a Maometto pure il ruolo di profeta.

Ma che roba è?

Valentino Rossi ha fatto pena in Ducati. Schumacher è stato patetico con la Mercedes. Arrigo Sacchi e Fabio Capello hanno fatto schifo nelle reincarnazioni al Milan. Marcello Lippi ha fatto ridere in Sudafrica nel 2010. Julio Velasco non ha rivinto con la nazionale femminile ed a Modena.

Perché se non hai quella Honda o quella Yamaha, quella Benetton o quella Ferrari, quel Baresi e quel Van Basten, quel Pirlo e quel Buffon, quel Bernardi e quel Lucchetta, la vita è più dura anche quando tutti sanno che sei il più bravo di tutti.

Tu l’hai sempre saputo, sei The Chosen One d’altronde, eppure hai giocato la tua peggiore partita in carriera proprio nella prima gara ufficiale dopo il tuo ritorno ai Cavs.
Perché sì, caro LeBron, dal 2010 tutti hanno la certezza che sei anche ed irrimediabilmente un uomo, con le tue emozioni, le tue debolezze, i tuoi fallimenti. E soprattutto i tuoi limiti che necessitano supporto.

Mo Williams, Antawn Jamison e coach Mike Brown ne erano a conoscenza già da tempo, Kyrie Irving, Kevin Love e coach David Blatt lo stanno imparando ora. E ti aiuteranno a vincere di nuovo, ricordandoti che sei sempre il più forte di tutti.

Dwyane, Chris, Eric: bisogno di aiuto?

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8 Comments to “Il ritorno”

  1. gasp says:

    Bentornati! La peggiore gara in carriera di LeBron la gara di stanotte mi sembra eccessivo…giugno 2011

    Concordo con il tono quasi dilluso del pezzo, e che son tutte balle quelle che ha raccontato quest’estate.

  2. Frinf says:

    bentornati! 😀

    io in parte sono d’accordo con il tono “bacchettone” dell’articolo, in parte no.
    È vero che ha preso la strada di casa “casualmente” proprio nel momento più conveniente in assoluto, ma poteva fare letteralmente quello che voleva ed è tornato lì.
    Storicamente non il posto più semplice per vincere.

    Per quanto riguarda la squadra, hanno addosso un grande alone di Miami 2011.
    Forti, fortissimi nei singoli. Ma con dei comprimari non pronti o semplicemente inadatti, ed una squadra clamorosamente corta.

    Il gioco ovviamente arriverà, ma ci vorrà qualche mese.

  3. Skittle says:

    Ma è voluto il fatto che togliendo “LeBron James” e sostituisci “Qualsiasi giocatore nella storia del gioco” l’articolo funzioni uguale?

  4. Skittle says:

    sostituisci = mettendo.
    è pur sempre Sabato.

  5. Saimon says:

    welcome back guys.

  6. lebronpepps says:

    l’importante è che siate tornati!

  7. Vincentvega says:

    Alleluja!!!!!!!!!!!!!!!!!

  8. SplashBrothers says:

    Bentornati,
    il giullare è tornato nel suo regno appena i suoi due compagni di ventura hanno iniziato a vacillare fisicamente, scappera anche da loro tanto come ha sempre fatto se non vincera.
    Curioso sarebbe stato vederlo giocare con quel minimo di coerenza.

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