Nella NBA vince sempre il più forte. Oggi San Antonio è più forte di Miami.

Ineluttabile un par de quarti.

Ineluttabile un par de quarti.

La portata dell’impresa che gli Spurs stanno portando a termine non riesce ancora ad essere percepita nella sua enormità e non lo sarà per un po’ di tempo: hanno osato non solo toccare ma persino aprire i libri di storia, hanno preso il cancellino ed hanno iniziato ad eliminare tutta la mastodontica sezione denominata not two.

Non contenti, si sono poi messi a scarabocchiarci sopra l’essenza della pallacanestro perfetta, perché nessuna squadra moderna di questo sport poteva giocare ed ha mai giocato così bene i primi due quarti di una gara 3 e di una gara 4 dopo aver appena perso il fattore campo in gara 2.

Questa è lesa maestà allo stato brado, è l’approdo alla riscrittura dei canoni tramite la sublimazione del capolavoro. Quentin Tarantino con Pulp Fiction, i Beatles con Sgt Pepper’s Lonely Hearts Club Band (ma vanno bene anche tanti altri eh), Picasso con Guernica, Rinus Michels con Ajax ed Olanda.

Estremizzando troppo, è anche il rivoltoso sconosciuto che si para davanti ai carri armati in Piazza Tienanmen.
Contro la forza, contro l’impossibile, contro la preselezione. Contro l’ineluttabile, sì.

Perché LeBron è ovviamente il meno colpevole tecnico di un’eventuale debacle di Miami, ma ineluttabilmente sarà comunque il più colpevole assoluto. Con annessi balli sui tavoli ed esultanze come nemmeno dopo un rigore di Grosso dei redivivi haters, di colpo tutti rispuntati fuori in queste ore perché l’occasione è troppo ghiotta ed unica al tempo stesso per non gridare al mondo io c’ero!: c’è aria di fine del ciclo.

San Antonio non sta battendo LeBron e basta. San Antonio sta alzando l’asticella della qualità di questo gioco portandolo al livello più alto di sport di squadra e stravolgendo i canoni statunitensi dello star system.

Siamo al caso sociale, ancestrale e sociologico, è democrazia al suo eccesso ma mai deleteria, come nessuna squadra campione NBA, come solo gli incompiuti Sacramento Kings di Adelman avevano provato inutilmente nei primi anni 2000 e come solo i Pistons di Larry Brown avevano avvicinato nel recente passato, anche se con una spanna di qualità in meno.

Jordan la passava a Kerr e Paxson, certamente, sviluppando con Jackson ed il triangolo un sistema di letture-e-reazioni di alto profilo democratico, ma nessuno può mettere in discussione l’egemonia Jordancentrica di quei Bulls esattamente come qualche anno dopo sarà per Kobe e Shaq ai Lakers e per il solo Kobe a seguire.

I Celtics erano i big three, Dallas era WunderDirk, i primi Heat erano Wade uomo-lupo, questi Heat sono i tre amigos.

Gli stessi Spurs dei precedenti titoli, pur già rivoluzionari nell’autoreferenza della creazione fai da te, erano inesorabilmente e prima di tutto Parker e Duncan, con qualche spruzzata argentina dalla panchina e solo a questo punto un grande supporting cast, a fare quello che deve fare un supporting cast: il supporting cast.

Gli attuali Spurs sono invece talmente completi, impostati, polifunzionali, organizzati, universali ed in grado di elevarsi tutti nei momenti che contano, che non sai nemmeno a chi di loro dare il premio di MVP se dovesse arrivare davvero il titolo (Leonard?).

C’è una totale confusione tra le stelle ed i giocatori di ruolo o di supporto al punto che non sai più distinguere gli uni dagli altri, ma solo perché i secondi sono messi nelle condizioni di giocare come se fossero i primi.

E questo paradossalmente avviene perché Parker (32), Duncan (38) e Ginobili (37) non possono ovviamente (e nonostante gli artefici) essere quelli di qualche anno fa e la loro minor forza deve quindi essere maggiormente sopperita dal grande sistema e dalla qualità del gruppo.

Perché se davvero titolo sarà, possiamo girarcela quanto ci pare, il vero MVP sarà solo ed unicamente uno, grazie alla potenza di una struttura come Spursello. Viene dalla CIA ed ha quindi spiato e rincorso disertori, ribelli, sospettati e rivoluzionari, ma oggi è lui l’uomo più sovversivo del pianeta.
Ancora una, Pop, ancora una volta. La più bella di tutte.

Tags: ,

6 Comments to “Sovversione”

  1. Frinf says:

    …applausi.

  2. gasp says:

    Se succederà una rimonta (difficile secondo me) ti fischieranno le orecchie per molto tempo! 🙂

    Comunque grande articolo, emblematico il dato a fine terzo quarto: James 19, supporting cast 2 punti

  3. Nostradamus says:

    Grandissimo articolo. Veramente, complimenti.

  4. garion says:

    Ineccepibile. Complimenti

  5. luca says:

    Premesso che aspetterei a cantar vittoria fossi negli spurs, ricordo che anni fa lessi un’intervista a Popovich in cui gli veniva chiesto qual era la squadra che più gli piaceva vedere giocare e rispose i Kings epoca d’ora. In attacco in gare 3 e 4 gli Spurs hanno giocato un po’ come quei Kings anche se Sacramento giocava la Princeton offense. ù

    Rimango dell’idea che a San Antonio fanno crescere i giocatori come in nessun altro luogo e creano un sistema dove tutti hanno un senso. Chi avrebbe mai scommesso su Danny Green? Ma anche su Boris Diaw che mi pare abbia fatto enormi passi avanti rispetto all’anno scorso.

    Una volta Carletto Mazzone indimenticato tecnico di calcio disse: se vuoi vincere un campionato tutti devono remare nella stessa direzione e tra dirigenza, staff tecnico e giocatori ci deve essere un’unica convergenza. Tale assunto è ancora più vero se giochi in citta come San Antonio dove in questo momento, anno 2014, fenomeni di basket non ci sono, ma un sistema che fa rendere tutti migliori assolutamente sì. E quindi tutti remano nello stesso verso e i risultati sono evidenti.

    Solo una cosa: Ginobili mi pare che per gli Spurs in questi anni abbia avuto un valore assoluto molto più importanti di Parker.

  6. michele says:

    Un Dittatore Illuminato e gente affamata, con una conoscenza vera del concetto di squadra, di sacrificio e di altruismo! il vero “uno per tutti e tutti per uno” che fa la differenza anche contro i ….toccati dal Signore!Chi ha scritto l’articolo non conosce solo lo sport , ma anche ..l’umanità! Complimenti

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>