Ci sono delle scuse da porgere, i destinatari sono in Arizona.

Nuova luce a Phoenix.

Nuova luce a Phoenix.

Mai avrei pensato ai Suns in corsa per i playoff a metà gennaio. E per quanto la stima per l’uomo e per la sua storia nascesse naturale, mai avrei pensato al debuttante Jeff Hornacek subito in lizza per il titolo di Coach of the Year, al netto delle ipoteche che hanno posto in merito Vogel e Stotts.

Phoenix era il regno dei rotolacampo, quelle palle di cespugli diffuse nei deserti statunitensi che rotolano spinti dal vento: noia, vuoto, assenza di idee, interesse nullo.

Scola, Gortat, Dudley, Shannon Brown, Childress amnistiato, Beasley, Jermaine O’Neal, Wesley Johnson, Frye in cardiologia, Telfair, guidati in panchina da un annoiato Gentry prima e da uno sconclusionato Lindsey Hunter poi: proibitivo trovare di peggio sotto qualsiasi profilo, dall’assemblaggio alle prospettive future, nonostante Dragic ed i gemelli Morris.

Con Hornacek ed il buon lavoro del GM McDonough tutto è cambiato.

Fuori tutti i citati nell’elenco, anche a costo di tagli dal salatissimo onere salariale ma dall’altissimo valore etico (Beasley dopo l’arresto), dentro un manipolo di giovani da lanciare tra mille apparenti incognite.

Vedere ora Phoenix stabilmente al settimo posto, con quelle premesse, dopo 40 partite, in questo Ovest, poco sotto il 60% di record, mi lascia positivamente incredulo.

Tralasciando il fatto che la partecipazione ai playoff sia comunque tutt’altro che probabile, specie alla luce delle pessime notizie sul fronte chirurgico per colui che, al netto degli infortuni, sarebbe stato l’ovvio favorito per il titolo di Most Improved Player.

Contropiede, aggressività sul perimetro, pick and roll, palla in mano e carta bianca al doppio playmaker Dragic ed appunto al cagionevole Bledsoe. Un po’ di Jerry Sloan, un po’ di Cotton Fitzsimmons. Idee chiare, sistema di gioco individuabile, poche urla e tanta fiducia ai ragazzi, che non rinunciano mai ad un tiro.

Volendo azzardare, c’è molto della pallacanestro vincente di quel D’Antoni che trovò la pace dei sensi proprio qui in Arizona, con valorizzazione ed occasioni un po’ per tutti.

Cosa accomuna Dragic, Bledsoe, Green, Frye, Markieff Morris, Marcus Morris, Plumlee e Tucker? Sono tutti oltre i 9 punti segnati a partita, nessuna squadra ha l’ottavo marcatore che segna così tanto.

Tutte cose difficili, se non impossibili, da realizzare nei grandi mercati con il potere egemone dello star system, come lo stesso Mike potrebbe confermare portando qualche elemento in merito per la discussione.

Ma tutte cose che trovano esaltazione in mercati desertificati e meno ambiziosi, che possono permettersi di attendere, anzi che sono obbligati ad attendere ed a lavorare sul sistema per valorizzare i propri interpreti.

Tutte cose che ad un uomo attento, serio, serafico, pacato e preparato come Hornacek, che in campo dedicava tenere carezze ai figli mimandole sulla sua guancia prima di ogni tiro libero, non potevano sfuggire.

Perché alla fine, come sempre, ci sono squadre diverse ed allenatori diversi, bisogna solo trovare quello giusto per quella giusta nel momento giusto.
E Phoenix ci è riuscita. Congratulazioni e tante scuse Jeff.

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8 Comments to “No more tumbleweed”

  1. from0tohero says:

    Senza dubbio la sorpresa dell’anno. COY romantico senza nemmeno discutere. Geraldone poi fa sbiellare

  2. Vincentvega says:

    Ma qualcuno s’è fatto un’idea plausibile sulla “ricaduta” del Gallo??

  3. Saimon says:

    Dunque. Cercando di non cadere nella tentazione di fare di tutta l’erba un fascio….forse la spiegazione è più semplice di quel che crediamo, in questo caso.
    Ovvero, potrebbe essere semplicemente che questo prof.Steadman stia avendo risultati, diciamo così, leggermente inferiori rispetto alle previsioni… Visto che tra i suoi pazienti troviamo Lindsey Vonn (rioperata, salterà le Olimpiadi), Russell Westbrook (rioperato) e Giuseppe Rossi (che ve lo dico a fà).
    Non a caso credo, il Gallo ha cambiato medico per effettuare il vero intervento di ricostruzione del legamento, affidandosi al Prof. Traina se non vado errato.

    Malasanità made in USA 🙂

  4. gasp says:

    Hornaceck CoY senza dubbio
    Frye comunque è ancora ai Suns.

    P.S ma del supermomento di Durant?

  5. garion says:

    @gasp
    Domineddio.
    non c’è altro da diretto

  6. Vincentvega says:

    Io quest’anno ho visto pochissimissime partite, ma qualcuno mi sa dire il motivo per cui gli warriors stanno facendo così poco bene? quando ho visto il roster di quest’anno, ricordandomi di come li avevo visti giocare nei playoff, prevedevo come minimo il quarto posto a ovest..troppo ottimista io o c’è effettivamente qualcosa che non è andato?

  7. skin says:

    Ma il sito va avanti?

  8. garion says:

    Vi prego, scrivete ancora! Almeno una voce seria e sensata nei mille blog di basket… E i po non sono poi lontani!

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