From Spurs vs Hawks 102-100, del 2.12


Una volta c’erano Sandra e Raimondo, Mork e Mindy, Albano e Romina, Carlo e Diana. Volendo anche Marco Predolin e Corrado Tedeschi, se siete over 30.
Oggi ci sono Marco e Manu.

Connection.

Connection.

Ai massimi livelli e nel campo che ci interessa, Stockton e Malone l’hanno reso tormentone prima di tutti in epoca moderna, le loro nemesi Jordan e Pippen l’hanno elevato ad arte per la vittoria negli anni ’90, Kobe e Shaq ci hanno provato qualche anno dopo, fin quando ha funzionato.

Oggi ci sono i lob di Paul a Griffin, Curry e Thompson come Holly e Tom, volendo c’è LeBron che però fa contenti un po’ tutti, negli stessi Spurs ci sono sempre Parker e Duncan che si conoscono dal sopracciglio.

Sì, tutto bello, ma nell’attuale NBA non c’è un feeling così intenso, immediato ed ancestrale sul piano cestistico come quello che intercorre tra Ginobili e Belinelli.
Nessuna coppia di giocatori si cerca, si trova, si capisce e si esalta a così alto livello in un contesto così vincente come loro.

Manu guarda sempre i tagli di Marco, specie dal lato debole; Marco cerca sempre il posizionamento di Manu, magari sul perimetro. Talvolta addirittura eccedono, ossessivi nel compiacersi della giocata precedente ben riuscita, rendendo telefonati certi tentativi di connessione.

Ma si piacciono tanto, anche perché pragmaticamente hanno capito che l’uno può fare il bene dell’altro. E se questo, oltre agli ecumenici benvenuti che Manu riserva a tutti, poteva essere gerarchicamente normale per Marco essendo il nuovo e chiaramente l’inferiore sotto ogni profilo tra i due, è sorprendente che avvenga anche nell’altro senso.

Sì, Ginobili nella second unit di San Antonio è un giocatore migliore anche grazie alla presenza di Belinelli. L’azzurro eleva il gioco dell’argentino, che raramente aveva avuto tra i suoi compagni in panchina un giocatore così immerso nel sistema e così in grado di dialogare col suo QI cestistico.
E le cifre che mettono insieme massimizzando ogni minuto in campo sono molto più di una prova, flirtando con la sentenza.

Ma quello che veramente mi sorprende della loro chimica è il perfetto equilibrio nel far coesistere la creatività e l’efficienza.

Sono geniali, soprattutto ovviamente Manu, ma al tempo stesso essenziali, soprattutto ovviamente Marco. Sono imprevedibili, ma al tempo stesso concreti. Sono interpretativi, ma al tempo stesso disciplinati.
Eseguono e leggono, leggono ed eseguono. Tutto come piace a coach Pop.

Uno ascolta Andres Calamaro ed ama stare per conto suo; l’altro ascolta Jay-Z ed è semplicemente l’italiano più americano che sia mai stato concepito sulla penisola dopo Nando Mericoni.

Non era un feeling così scontato e non giurerei per esempio che passino così tanto tempo insieme fuori dal campo, perché oltre alle origini latine ed alla Bologna nel cuore non hanno necessariamente così tanti punti di contatto.
D’altro lato, superficialmente e paradossalmente potrebbero essere considerati addirittura troppo simili per coesistere in campo.

Ma condividono la passione più importante di tutte, che poi è il segreto di Pulcinella per questa sintonia: l’amore per il gioco, anzi l’amore per la conoscenza del gioco, che è un passaggio ancora più aulico e rispettoso.
Specie se giochi negli Spurs, ce ne accorgeremo verso maggio.

Tags: , ,

4 Comments to “Il gioco delle coppie”

  1. frinf says:

    “Manu’, e Marco, due cuori nella pallacesto!” (orribile citazione derivata dal fatto che le metafore Hollyebenjistiche sono già ampiamente utilizzate in questo blog)

  2. Dave says:

    Io sono innamorato di questi due. Marco sta giocando in una maniera celestiale, Manu… beh, cosa ve lo dico a fare?

    Vederli in campo è #ammore

  3. Barra says:

    Grandissimi entrambi, un vero piacere vederli giocare. Avesse le loro palle quello di NY….

  4. Brisss says:

    Scusa Barra…quando dici “quello di NY”, ti riferisci a questo qua??

    http://www.sportando.net/ita/u.....rnett.html

    http://www.youtube.com/watch?v=y7bhbdRMouU

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>