Col nuovo anno entra nel vivo la stagione NCAA ed iniziano i tornei delle varie conference, ghiotta occasione per lanciare la lunga volata verso la March Madness con i primi appunti sul mondo del college basket.

La realtà tattica: Dribble Drive Motion Offense
Derrick Rose, Tyreke Evans, John Wall: sono in ordine cronologico gli ultimi tre beneficiati da questo sistema offensivo che coach Calipari ha adottato a Memphis fino all’anno scorso ed ha trapiantato a Kentucky ora.
In estrema sintesi si tratta di un raffinato penetra e scarica con posizionamento perimetrale di almeno quattro giocatori, angoli occupati, ruolo chiave dell’abilità di andar dentro in palleggio delle guardie e delle letture in base alle decisioni della difesa. Nella NBA ci aveva provato l’anno scorso Lawrence Frank ai Nets, facendo di Devin Harris qualcosa di molto vicino ad un All Star.
Tra prime scelte assolute al draft e Rookie of the Year NBA passati e futuri è difficile capire se sono gli interpreti a rendere grande il sistema o viceversa, ma la certezza è che il meccanismo funziona ed è sempre più di moda nel college basket.

Il dimenticato: Lance Stephenson – Cincinnati
Siamo alle solite. Vieni da Coney Island? Non hai avuto una giovinezza da Mulino Bianco? Si parla di te da quando avevi 12 anni? Il tuo nickname (born ready) non è esattamente un inno al lavoro in palestra? Attitudine, costanza ed approccio difensivo non sono le cose che ti riescono meglio su un campo di pallacanestro? Ed allora finisci a Cincinnati e ti scaraventiamo al secondo giro del draft, anche se come talento hai pochi eguali in giro per la NCAA.
Se spostiamo il riferimento cronologico a circa 12 mesi fa, Lance era considerato nei paraggi di John Wall come uno dei primi 3 freshman della stagione in corso, perché c’è proprietà in palleggio, visione di gioco, atletismo, forza ed istinti naturali in grado di farne uno swingman NBA dal potenziale folgorante.
Sono bastati i primi sospetti (leciti e scontati) sul carattere e sul linguaggio del corpo interlocutorio di Lance per far storcere il naso agli osservatori oltreoceano, ma da qui ad uscire dal primo giro del prossimo draft ce ne passa!

Il profilo basso e Lance Stephenson, rapporto difficile.

Il profilo basso e Lance Stephenson, rapporto difficile.

La rivelazione: Dexter Pittman – Texas
Il segreto per diventare un prospetto NBA? Facile, basta dimagrire 30 chilogrammi nel giro di pochi mesi e fare quello che si è sempre stati in grado di fare, ovvero giocare bene a pallacanestro.
Curiosa la vicenda di questo prodotto Texano che ha fatto strabuzzare a tutti gli occhi nella dominante prestazione contro North Carolina (23 punti e 15 rimbalzi), collocandosi da quel giorno come uno dei più credibili lunghi interni a disposizione nel prossimo draft.
Ancora fa fatica a stare in campo 30 minuti per limiti aerobici ostici e tignosi se proiettati in prospettiva NBA, ma in pochi sanno crearsi spazio in area e giocare dal post basso come Dexter.

Il dilemma: Ed Davis – North Carolina
Doveva essere idealmente l’erede di Tyler Hansbrough in quel di Chapel Hill, pur con caratteristiche ben differenti, e gode ancora di un credito elevato, anzi elevatissimo se si considera che i maggiori mock draft a stelle e strisce ancora non riescono a scalzarlo dalle prime cinque posizioni assolute.
Eppure qualcosa non torna.
L’utilizzo della mano sinistra nei pressi del ferro è degno del piano di sopra, ma la comprensione del gioco, l’approccio alterno e la poca varietà di soluzioni offensive alimentano i dubbi e la sinistra sensazione di avere a che fare con materia incompiuta. Si fa largo lo spettro di una versione 2.0 di Brandan Wright, ma il potenziale atletico extra lusso costringe i giudici a restare in camera di consiglio almeno fino a Marzo.

Il sopravalutato: Kalin Lucas – Michigan State
L’incarnazione della confusione. Non rispetta le spaziature, non crea per i compagni, non conosce passaggi facili, non riesce a stare nella partita per più di tre azioni consecutive: una forzatura vivente, l’ennesima della collezione di coach Tom Izzo.
Eppure nelle previsioni per il draft è segnalato nella seconda metà del primo giro, anche perché è doveroso riconoscergli una straordinaria faccia tosta ed una rara e misteriosa capacità di trovare il canestro da sotto con acrobazie e controtempi preferibilmente senza equilibrio.
Con le point guard di scuola USA sto rinunciando a capirci qualcosa, specie da quando Brandon Jennings ha alzato di parecchio l’asticella dell’occulto. Giudizio sospeso anche per Kalin dunque, ma essere playmaker, ai miei tempi, voleva dire tutta un’altra cosa.

La delusione: Pac-10
La conference del Pacifico ci aveva abituato troppo bene, con una pletora di prospetti scelti al primo giro negli ultimi 4 anni e divenuti realtà immediate nella NBA (Roy, Hawes, Brooks, Westbrook, Lopez, Love, Mayo, Harden, DeRozan) e numerose protagoniste che iscrivevano il proprio nome tra le sweet sixteen (l’equivalente degli ottavi di finale nostrani) del torneo NCAA.
Quest’anno il passo indietro qualitativo sia di squadre che di giocatori è palese e fragoroso. La sola Washington fa capolino nel ranking delle migliori 25 d’America e sempre gli Huskies sono gli unici che possono candidare un giocatore credibile per il primo giro del prossimo draft (Quincy Pondexter).
Enormi difficoltà di amalgama per UCLA, che paga un recruiting sottotono rispetto alle ultime entusiasmanti raccolte ed è ora vedova del deludentissimo Drew Gordon, trasferitosi a New Mexico; ancora peggio USC ed Arizona, che rendono conto anche a scandali e calamità assortite fuori dal campo che ne rallentano il programma sportivo.
Per trovare il meglio di questa stagione di college basket bisogna girare lo sguardo verso la Big 12, la Big East e la rinata Big 10.

Gordon Hayward, solo per intenditori.

Gordon Hayward, solo per intenditori.

La segnalazione: Gordon Hayward – Butler
Siete esausti di vedere giocatori che fanno 3 passi prima di mettere a terra il pallone? Non ne potete più di questi zozzoni che si buttano dentro senza alcun senso e senza rispetto per le spaziature? Vi disturbano i limiti di letture e nel fondamentale di passaggio di buona parte dei giocatori NBA?
Se la risposta è affermativa, per tornare ad amare questo gioco avete bisogno di una flebo di Gordon Hayward, l’ala piccola più completa del basket college.
Molte persone alla lettura e buona parte dei giocatori di serie D nostrana possono vantare una muscolatura superiore alla sua, ma questi califfi del gioco non dovrebbero moralmente prima ancora che tecnicamente uscire dal primo giro del draft. Eppure il rischio è altissimo.

La scommessa: Elias Harris – Gonzaga
Qui si nasconde qualcosa di speciale ed ancora inesplorato che salirà progressivamente alla ribalta nelle prossime settimane. Elettrizzante atleta nato e cresciuto in Germania, ha ora oltrepassato l’oceano dopo aver fatto babilonia nelle minors tedesche, tanto da conquistarsi un posticino nella selezione nazionale dei recenti Europei in Polonia.
Selvaggio ed ancora da costruire, il potenziale è enorme perché abbina la verticalità e l’attività degli atleti USA ai fondamentali di stampo europeo, tra cui spiccano il lavoro di piedi in sfiziosissimi avvicinamenti in spin move e la completezza per giocare sia fronte che spalle a canestro.
E’ già il barometro di Gonzaga: se lui non gira, la squadra soffre, benché sia costretto a giocare minuti da centro pur avendo prospettive da ala piccola tra i pro. Primo giro in vista, e potrebbe non finire qui. Das ist wunderElias!

TOP 10 Ranking Associated Press:

# 1. Kansas
# 2. Texas
# 3. Kentucky
# 4. Purdue
# 5. Syracuse
# 6. West Virginia
# 7. Duke
# 8. Villanova
# 9. North Carolina
# 10. Connecticut

TOP 10 Consensus Mock Draft:

# 1. John Wall PG – Kentucky
# 2. Derrick Favors PF – Georgia Tech
# 3. Donatas Motiejunas PF – Lituania
# 4. Ed Davis PF – North Carolina
# 5. Cole Aldrich C – Kansas
# 6. Al-Farouq Aminu F – Wake Forest
# 7. Devin Ebanks SF – West Virginia
# 8. Willie Warren G – Oklahoma
# 9. Evan Turner SG – Ohio State
# 10. Xavier Henry SG – Kansas

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8 Comments to “NCAA today (1)”

  1. Luca10 says:

    Beh, nel 2009/2010 mi sa che Larry Scott poteva pure rinominare momentaneamente la Pac10 in Underclassmen10.
    Non c’è rimasto un cavolo di upperclassmen buono davvero che sposti qualcosa; gli unici sono Randle, Pondexter, Fields (meh) ed in piccola parte il supporting cast di Cal. Poi c’è Gerrity che è arrivato in corsa ed ha 97 anni.
    Il resto gira tutto sui sophomore e freshman: UCLA con Lee, Nelson ed Honeycutt; Oregon con Dunigan ed Armstead; WSU con Thompson, Casto e Moore; OSU con Haynes; Arizona con Derrick Williams.

  2. canigggia says:

    Sottoscrivo la petizione per la salvaguardia della specie in estinzione ‘Gordon Hayward’.

  3. Leonardo Ancilli says:

    Grande Gerry, partiamo da Stephenson, su di lui ti avevo pure lasciato una domanda in un altro articolo, per me uno con quel talento di base,è roba da top 5, me ne importa fino ad un certo punto dei suoi limiti veri o presunti, il suo potenziale fa paura, spesso nei draft si è scelto al buio per molto peggio (Skita, Milicic, Kwame, Stromile Swift), questo ragazzo se capita in qualche squadra con staff adeguato ne fa uno vero. Prego a chi sceglie in alto di non fare cazzate, perchè se arriva in zona San Antonio libero, quelli ci rilanciano la squadra.

    John Wall per me è persino più forte di Rose.

  4. Gerry says:

    Leo, mi sono proprio agganciato alla tua domanda per mettere in risalto Stephenson, su cui mi avevi letto nel pensiero.
    Storie di teste disabitate che non esprimono pienamente il loro potenziale certo non mancano nella NBA, ma la bocciatura che sta ricevendo mi pare davvero eccessiva.

    Quanto agli Spurs mettiamoci il cuore in pace perché quelli pescano bene a prescindere, Lance o non Lance. Dopo il colpo Blair resta solo da omaggiare come meritano Buford e la sua rete di osservatori.

    Presto per dirlo visto che si è iniziato solo ora a fare sul serio, tuttavia mi pare possa essere un draft meno profondo rispetto a quello del 2009.

  5. Leonardo Ancilli says:

    Ma sia Gerry secondo me ogni discorso sulla profondità dei draft lascia il tempo che trova, spesso queste cose le verifichi due tre anni dopo i draft, figurati sei mesi prima, se davamo retta alle chiacchere il draft 09 era penose, ancora dobbiamo vedere la primissima in campo, e Rubio, intanto ci ha già regalato un possibile fenomeno come Evans su cui tutti eravamo molto scettici, uno come Jennings che in italia aveva giocato male, Flynn che rischia di essere un signor play, arriverà pure Harden che è uno tosto e solido, e poi insomma le solite belle pescate tipo Blair al secondo giro sono venute fuori (secondo me anche il nostro Lester Hudson potrebbe venir fuori bene, solo che in una squadra da titolo in play di fiducia ne porti via poca di default se sei un rookie).

    E il fatto che uno Stephenson che come talento forse è secondo solo a Wall sia mockato al secondo giro secondo me significa che i giocatori buoni in NCAA ci sono, io vedo tanti senior che magari non diventeranno fenomeni in NBA, ma che in questa lega potrebbero starci.

    Qualche dubbio in più per dove sono quotati ce l’ho su Ed Davis un po piccolo per fare la voce grossa sotto e un po lento per giocare più lontano dal cnestro, però la storia NBA recente ormai di lunghi suo due metri che tengono bene il campo ne mette in mostra tanti. E anche il centrone di Kansas Cole Aldrich non mi convince a pieno.

  6. Vitor says:

    Su Stephenson avevo avuto un interessante scambio di opinioni, mi pare col Bro, sul topic del draft. Sinceramente non vedo come una squadra in disperata ricerca di talento già dal primo giro non possa buttarcisi su. Certamente è ancora grezzo, e per giocatori così normalmente la mia sentenza sarebbe quella di farsi un altro annetto di college, cosa alla fine non improbabile, se magari deciderà di darsi un’occhiata attorno senza scegliere un agente.
    Ma dall’altra parte mi sembra che il gioco di Cincinnati, molto controllato, molto poco accelerato, non esalti al meglio le sue qualità. E allo stesso tempo credo che con le spaziature in più che ti concede un campo Nba questo possa spostare davvero.

    Per quanto riguarda Hayward, anche in questo caso mi trovo con Gerry. Uno dei miei pallini, come il suo omonimo Lazar, ma per motivi completamente diversi. E’ uno di quei giocatori dei quali avverto la necessità di parlare con gli amici a tutti i costi finché non gli scoppia la testa. A fine primo giro potrebbe essere un affare, ma pagherei oro per vederlo da questa parte dell’oceano.

  7. HoopsStreet says:

    stephenson è un grandissimo giocatore secondo me è un prospetto da lottery solo ke è andato a finire a cincinnati + o – la stessa cosa ke era successa a james white dove ha scelto appunto cincinnati ma qui nessuno parla di ekpe udoh? centro di baylor? in molti mock draft ho visto ke lo danno tra i primi 20. poi tra le delusioni xkè non metterci kenny boynton? a inizio stagione dicevo semrpe ke quel giocatore li sarebbe stato un top10 nel draft invece lo danno vicino alla 30 del draft 2011

  8. Davide B. says:

    I mock draft sono molto ma molto ma molto altalenanti e legati alle prestazioni del team e del giocatore, se Noah si fosse dichiarato l’anno del primo titolo di Florida sarebbe stato una delle prime 3 scelte per fare un esempio…
    Cmq io rinnovo qui la mia considerazione per Klay Thompson, e pagherei carte false, per avere Jon Scheyer alla Benetton il prossimo anno..troppo intelligente, troppo leader.
    Altro giocatore che mi piace tantissimo è Hummel anche lui materiale da europa mi sa…

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