Rituale appuntamento coi candidati al premio di giocatore più migliorato dell’anno. Sincero imbarazzo della scelta.

Il detentore vi osserva.

Il detentore vi osserva.

Arron Afflalo

Clamorosamente a suo agio nel ruolo di chioccia per gli sbarbati under 19 di Orlando. Destinato a calare, perché mantenere il 50% da tre punti è impensabile, ma è chiaramente lui il grande beneficiato della strutturazione brufolosa dei Magic.

Bradley Beal WAS

Possibilissimo vincitore, magari con qualche vittoria in più di squadra che potrebbe anche arrivare. In generale un secondo anno che viaggia intorno ai 20 punti a partita è qualcosa di veramente importante a prescindere dal contesto e da tutto il resto. Possibile certezza tra i realizzatori per i prossimi 10 anni.

Eric Bledsoe

Il mio favorito, ma deve rimanere sano. Da segnalare nei Suns anche un redivivo Gerald Green, Markieff Morris ed il lancio di Miles Plumlee.

Mike Conley MEM

Meriterebbe un approfondimento, perché nessuno ne parla ma sta giocando una pallacanestro di altissimo profilo e lo fa sempre più con continuità.

Anthony Davis NOP

Questa è veramente facile. L’NBA non ama assegnare il MIP a prime scelte assolute o comunque giocatori già piuttosto affermati persino nel giro della nazionale, ma sotto ogni profilo (tecnico, fisico, mentale, statistico) staremmo parlando del logico vincitore del premio.

Andre Drummond DET

Continua ad essere sinistramente meccanico in attacco, e forse lo sarà sempre, ma è già oggi tra i primi tre rimbalzisti della Lega sotto ogni aspetto. Rischia non a caso di chiudere con una media più alta di carambole rispetto ai punti, attualmente entrambi a 12.3. Lui o Monroe per il futuro dei Pistons?

Terrence Jones

Fa un po’ tutto, ancora niente benissimo, ma è nel posto giusto al momento giusto. E soprattutto non chiede la palla pur sapendo cosa farne quando gli arriva, ovvero tutto quello di cui c’è bisogno quando sei in quintetto con Harden e Howard.

Ty Lawson DEN

E questo? Che prendesse in mano i Nuggets in contumacia Gallo era fuori discussione, ma che lo facesse in questo modo flirtando con prestazioni da All Star non era francamente in agenda. Tiene in piedi da solo Denver, addirittura doppiando il secondo miglior marcatore di squadra.

Kevin Martin

Parziale provocazione, ma quanto sta segnando?

Jodie Meeks LAL

Mike D’Antoni: usare con cautela.

Derrick Rose

Ehm, se il premio tornasse alla sua vecchia accezione di comeback player of the year (come tuttora fanno nella NFL, rivolgersi Peyton Manning per approfondimenti), ovvero il ritorno in campo dopo un periodo di assenza, la vittoria sarebbe dovuta essere sua. Se tornasse. Sarebbe. Sigh.

Lance Stephenson

Born Ready, che te lo dico a fa’! Sinceramente contento per lui, per la sua storia e le sue difficoltà parzialmente superate. Potrebbe da un momento all’altro violentare due quinti della fauna femminile dello stato dell’Indiana, ma nel frattempo è un clamoroso fattore chiave della clamorosa conferma dei Pacers.

Jared Sullinger BOS

I Celtics dovrebbero essere serbatoio interessante per emersioni più o meno attese ed in effetti giocatori come Green, Bradley ed il sorprendente Crawford possono far registrare i rispettivi picchi numerici in carriera. Ma occhio alla seconda parte di stagione di Sullinger, che sta laboriosamente mettendo a posto i suoi problemi fisici e mentali: il talento, come noto, ci sarebbe.

Jeff Teague

Mai stato un suo grande tifoso, ma l’aver preso le redini degli Hawks non ha coinciso con un drastico calo di risultati di squadra, quindi bisogna dargli credito. La crescita nel coinvolgimento dei compagni è agli atti, peccato solo per le croniche difficoltà da 3 punti che ne affossano velleità più ambiziose.

Isaiah Thomas SAC

Furetto sempre più imprendibile, la sua candidatura forte potrebbe essere per il premio di sesto uomo dell’anno. Sta diventando consuetudine vederlo in campo nei finali, a discapito di Vasquez.

Klay Thompson

Oh, sarebbero 21 punti a partita, col 52% dal campo ed il 48% da tre su sette tentativi a sera…

Evan Turner

Serissimo candidato. Fatico ancora ad inquadrare la portata della sua crescita, perché palesemente ha cambiato prima di tutto approccio (molte più soluzioni personali, meno assist); ma i numeri dicono che con minutaggio simile sta segnando circa 8 punti in più a partita. Ovviamente il fatto che sia nel contract year è solo un caso, patata bollente mica da ridere per la dirigenza Sixers.

Utah Jazz

Hayward, Burks, Favors e soprattutto Kanter sono tutti potenziali candidati, ma Utah va davvero troppo male per dare un eccessivo significato ai loro numeri.

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5 Comments to “Most Improved Player 2014”

  1. frinf says:

    se sono ammessi gli alieni al premio: davis.

    se vengono premiati solo quelli normali: bledsoe o klay?

  2. Jacopo says:

    Ragazzi non dimentichiamoci di Xavier Henry!!!

  3. Saimon says:

    In ossequio alla migliore tradizione delle “gufate”….Rose andato per la stagione.

    Tra l’altro, e qui andiamo su un argomento sicuramente a voi caro….menisco, out for the season?? Siamo seri??

  4. gasp says:

    Saimon
    Anch’io penso che ci sia qualcosa di strano,perché una sutura del menisco mediale ha tempi di recupero di 3-4 mesi max…

  5. frinf says:

    per quanto sia ignorante, che io sappia il tempo di recupero varia in base alla cura…lui ha deciso per la lunga e più risolutiva, ovvero l’operazione. questa vuole 4-5-6 mesi di recupero a seconda dei casi, ma considerando che viene da un infortunio di centomila mesi, non credo sia il caso di recuperi record, anzi…ponendo un 6 mesi di recupero tranquillo, visto che siamo a fine novembre, stiamo parlando di inizio giugno…sperando che recuperi sul serio i suoi livelli, adesso ho davvero qualche dubbio.

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