Il draft 2014 deve essere obbligatoriamente di primissimo livello, perché altrimenti non si spiegherebbe questo stillicidio. Ma Wiggins e consociati giustificano la presenza di quasi un terzo delle partecipanti senza alcuna possibilità di essere competitive?

Si è mai chiesto perché ho scelto proprio lei per allenare i Celtics?

Si è mai chiesto perché ho scelto proprio lei per allenare i Celtics?

Squadre strutturate per il tanking sono sempre esistite, ci mancherebbe, ma raramente ricordo di averne viste così tante contemporaneamente ai nastri di partenza.

La mia sensazione è che si possa creare nel giro di due mesi una clamorosa spaccatura senza precedenti in entrambe le conference tra una decina di squadre in corsa per i playoff e le rimanenti a caccia di palline in lotteria.

Non ho dubbi ed è fisiologico che almeno una delle squadre che sto per citare mi smentirà e sarà in lotta in primavera per i playoff.
Ma quali sono, in rigoroso ordine alfabetico, le maggiori candidate a fare volutamente schifo quest’anno, essendosi non a caso tenute strette le loro prime scelte (al massimo cedendole con mega protezione) per il prossimo draft NBA?

BOS

Stevens, io le voglio bene, ma noi dobbiamo assolutamente perdere e lei me lo deve giurare.

Il capitolo Boston meriterà un mefistofelico approfondimento a parte, perché un conto è ricostruire ripartendo da qualche barlume di speranza, altro è farlo senza uno straccio di giocatore che ti faccia pensare alle fondamenta di un nuovo ciclo. A meno di voler scommettere davvero sulla catastrofica tradizione sfigata dei biancoverdi in lotteria.

Danny Ainge privo di Oden e Durant fece un capolavoro nel 2007, spedendo all’amico McHale in Minnesota un ammasso di giovani e tramutandoli poi in Allen e Garnett. Ma chi sarà ora il fesso che si prende questi?

I Bobcats non sono abominevoli come la loro natura gli impone di essere. Potrebbero essere peggio.

Hanno riportato nel suo amato Sud-Est Al Jefferson, che per quanto migliorato resta il più indolente difensore NBA tra i lunghi in relazione alla sua qualità palla in mano, figuriamoci poi col triennalone appena firmato.

E gli hanno lasciato intorno il solito gruppo di scappati di casa (mio pallino Taylor escluso), invocando la plausibile crescita di Walker e Kidd-Gilchrist per prendersi almeno qualche sporadica soddisfazione. Che non si prenderanno.

MIL

In qualche preview o ranking prestagionale li ho visti addirittura segnalati in corsa per i playoff, eppure a me paiono in assoluto e nettamente i più indeboliti rispetto all’anno scorso, Celticsgate a parte.

Rischiano di perdere senso i giovani (Sanders ed Henson) che così bene avevano fatto l’anno scorso, perché di colpo si trovano ad affrontare responsabilità che non possono sostenere. E dopo Jennings ed Ellis ci si ritrova come leader gli inaffidabili Ilyasova e Mayo, per di più a pancia piena per i $24 milioni che rispettivamente percepiranno nei prossimi tre anni.

Praticamente come passare da Holly e Benji a Bruce Harper ed Alan Crocker.

Adoro i Magic, perché nessuno meglio di loro negli ultimi 10 anni ha fatto e sta facendo così bene un tanking di rara qualità e sofisticatezza, presentandosi sfacciatamente con la squadra Cadetti all’occorrenza. Cadetti che però non sono niente male.

Il difficile arriva ora e per il prossimo biennio, quando bisognerà gestire un payroll che rischia paradossalmente di essere troppo basso e li costringerà a pescare nel torbido mercato free agent per rimpinguare il roster, in attesa di selezionare i rinnovi.

Ma nessuno ha creato i presupposti migliori per la ricostruzione, perché nessuno ci ha creduto così convintamente come loro nel dopo Howard. Meritandosi il potenziale idolo Oladipo.

Parlare male di Philadelphia in questo preciso momento dopo le vittorie su Miami e Chicago è un bel rischio, ma mi sfugge come possano realmente aspirare ai playoff nelle loro condizioni doverosamente orientate alla lottery.

Diversamente da Boston, i Sixers hanno tuttavia dato ai tifosi uno scopo e delle magliette da comprare, individuando nitidamente in Carter-Williams e Noel i giovani da cui provare a ripartire e sempre osservando sul radar ogni singolo progresso di Evan Turner, per capire cosa farne in vista della scadenza contrattuale.

Di questi tempi anche solo l’entusiasmo non è una brutta conquista.

Grande rispetto per coach Hornacek, uno che mi pare avere poca voglia di perdere come ben dimostrato da questo promettente avvio. Ma gli toccherà comunque farlo.

La recente trade con Washington è perfettamente orientata in tal senso, liberando minuti su minuti ai vari Plumlee, Len ed ai fratelli Morris, ovviamente innescati da colui che suona molto più di Dragic come pietra angolare del progetto futuro: Eric Bledsoe.

Ancora tumbleweed in Arizona, ma qualcosa di verde può iniziare a germogliare.

SAC

Eh, questi sono una certezza, Maloof o non Maloof. Con $65 milioni in più fino al 2017 a Cousins, che per altro avrebbe tutto per essere già oggi il miglior centro dell’intera NBA. Avrebbe, appunto. Auguri.

Dove vuoi andare d’altronde quando spendi anche nel 2015 $35 milioni per Thornton, Salmons, Landry, Hayes e Thompson, nessuno di loro al di sotto della fatidica soglia dei $6 milioni annui? Come dite, a Seattle?

Di sicuro almeno con Vasquez e Thomas non ci si annoia, inoltre Mariners e Seahawks sono ancora al loro posto, quindi tutti contenti. Più o meno.

Non faranno schifo, ma insomma..

Il potenziale di Lowry, DeRozan ed Amir Johnson potrebbe ormai essere stato tutto esplorato, di Gay conosciamo pregi e difetti, Valanciunas accende e spegne, Ross chiede ancora tempo per l’esplosione.

Hanno almeno il grandissimo merito di aver finalmente chiuso il capitolo Bargnani, che ha affossato ogni loro velleità di vertice e compromesso drammaticamente non solo questi sette anni della loro storia, ma anche i prossimi in attesa di ripartire.

Alleluja. Dopo anni di ambiguità a bagnomaria nel limbo intorno all’inutile nono posto, si ricostruisce ufficialmente senza Millsap e Jefferson.

Sono il paradiso dei giocatori di FantaNBA, perché da Hayward a Kanter passando per Burks e Favors sono tutti chiamati alla potenziale emersione per minutaggio e fatturato. Oltre che per sconfitte.

A fine anno tutto pronto per il rinnovo di Gordon e Derrick, con due prima scelte in più nel roster (oltre alla loro altissima avranno anche quella di Golden State). Ripartiti tardi, ma ripartiti.

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4 Comments to “Perdere e perderemo”

  1. Frinf says:

    Dì tutte le squadre citate, quelle messe meno peggio in prospettiva mi sembrano Orlando e Utah.

    Entrambe ora fanno schifo ma hanno speranza avanti, con giovani di prospettiva che possono essere aiutati da una buona scelta il prossimo anno (non per forza wiggins).

    Chi è messo male male male è sicuramente Boston, che ha Rondo rotto e che (per me) diventerà una grana il secondo successivo al primo assist assurdo che non verrà capito dai nuovi e ben più scarsi compagni. C’è Green che può fare il buon gregario, ma non c’è la stella. Ora come ora è Wiggins o nulla.

    Philly fa vomitare, ma forse hanno pescato questo ragazzino che potrebbe eroicamente trainarli a qualche vittoria in più…di sicuro gli farà guadagnare qualche biglietto

    I kings sono il solito solito solito gulag, accozzaglia di giocatori, teste calde e compagnia cantante

    I suns sono inguardabili al di fuori di dragic e bledsoe.

    Toronto per me è un una fase ancora antecedente al tanking…Stanno iniziando a smontare tutto e solo dopo ricostruiranno. Il loro GM comunque è competente quindi magari non tirano su uno squadrone, ma nel giro di qualche anno arriveranno ad una tanto agognata (quanto inutile ai fini del titolo) rispettabilit.

    Ho dimenticato qualcuno? Ah, i bobcats? No loro sono una causa persa.

  2. Saimon says:

    Non ricordo una nba così fratturata tra squadre buone (più 2-3 ottime) e squadre dichiaratamente in liquidazione.

    Della tragedia bostoniana salvo la scelta di coach Pacey, che dopo gli ottimi esordi di Dawson’s Creek può riconfermarsi facendo bene a livello NBA.
    Dopodiché, torneremo a sfidare il nostro peggior nemico, il draft. Auguroni, teniamo pronto tanto tanto pride che ci servirà…

  3. gasp says:

    Mah,Sacramento non credo sia come gli anni scorsi può diventare interessante…
    Milwaukee che sono prossimi a prendere il posto proprio dei Kings come futura squadra di Seattle e non sono cambiati molto:squadra da 30-35 W a stagione che non sarà né da lottery né da PO.
    Anchio penso che Ainge voglia fare come nel 2007 ma il problema è che big insoddifati che le squadre sbolognerebbero per prospetti (interessanti) non ce né sono e credo anche pochi big pronti ad andare a Boston.Comunque credo che in estate cambierà in casa Celtics.

  4. gasp says:

    Sembra che il “perdere e perderemo” per adesso non è stato ancora attuato…

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