From Heat vs Spurs 103-84, del 9.6


Pensavo ad un LeBron in versione uomo-lupo come Michael J. Fox. L’hanno vinta gli altri.

La chiamano duttilità.

La chiamano duttilità.


Ma l’hanno vinta gli altri perché così ha voluto e potuto LeBron, il Re liberal-democratico.

La sua maturità nell’adattarsi alla situazione ed all’inerzia a cavallo degli ultimi due quarti, mentre Miami firmava il break decisivo portandosi sull’1-1 e spostando l’inerzia dalla propria parte, è stata la più grande manifestazione di pallacanestro totale a questi livelli.

Mancavano 3:11 alla fine del terzo quarto, 64-62 Miami:
Chris Andersen enters the game for Chris Bosh
Ray Allen enters the game for Dwyane Wade

E la configurazione del quintetto con Chalmers, Allen, Miller, LeBron e Birdman, grazie ad un parziale di 20-3 (poi diventato 30-5 col rientro dei due amigos), ha ucciso San Antonio.

Il quintetto con James da 4, utilizzato da bloccante, in ricezioni più profonde sia spalle a canestro in post basso che al gomito a distribuire il gioco verso gli angoli, è semplicemente dominante ed un rebus forse poco risolvibile per gli Spurs.

Sarebbe superficiale arrivare alla conclusione di puntare il dito contro Wade e Bosh tacciandoli di non utilità o peggio di dannosità, ma qui c’è una delle chiavi, se non la più importante, della serie.

Il loro 0/4 da 3 nelle prime due gare (tutto frutto dei mattoni di Chris in gara 1) non permette all’attacco di Miami di allargarsi e spaziarsi negli angoli e soprattutto concede a quel caratteristico lavoro difensivo degli avversari di esaltarsi in aiuto dal lato debole, dovendo coprire molto meno campo.

Popovich ha cercato questo elemento tattico in gara 1, addirittura con espliciti battesimi per i claudicanti Dwyane e Chris, ottenendo un palese successo su tutta la linea e dedicandolo a coach Vogel ed a tutti coloro che ritenevano corretta la difesa ad invito in area dei Pacers nei possessi chiave della precedente serie.

Il 14/24 (6/12 in gara 1, 8/12 in gara 2) di Chalmers, Allen e Miller, viceversa, manda in aria il piano di San Antonio, specie se nel frattempo LeBron gioca negli ultimi 5 metri e lo fa in quel modo.

Un conto è difendere sul pick and roll con James che vi entra in palleggio, tutt’altro è farlo se è il Re a bloccare per un compagno: chiedere dopo stanotte a Leonard per ulteriori approfondimenti.
Coach Spoelstra ha chiaramente cavalcato ed azzeccato questa situazione tattica col quintetto monoamigo, reiterando lo stimolo ad attaccare il canestro di Chalmers e con Allen e Miller infallibili piedi a posto oltre l’arco.

Giocare da bloccante permette a LeBron di attaccare zone più vicine al canestro e paradossalmente di risparmiarsi, non dovendo iniziare sempre l’azione palla in mano e potendo dilettarsi in momenti di pura filantropia con la sua visione ed i suoi tempi nel passaggio.

Per cinque azioni consecutive non ha letteralmente guardato il canestro persino quando era totalmente smarcato, tanto sentiva l’esigenza missionaria di mettere in ritmo i compagni.

Compagni che ovviamente lo ripagano in fase difensiva in un assetto che si modella alla perfezione sugli Spurs, con l’energia di Andersen e l’imprescindibilità di Chalmers a contenere nei limiti del possibile il wedge roll di Parker.
Poi sulle potenzialità di LeBron in difesa, rivolgersi invece a Thiago Splitter per un supplemento d’indagine.

Non ha giocato la sua miglior partita sul piano delle realizzazioni e delle percentuali, ma ci sono gli indizi per poter dire che abbia giocato una delle partite più importanti ed imperanti della sua carriera, grazie a tutto il resto.

Più qualità e varietà, meno autoreferenza e statistiche: una pallacanestro migliore, facendo schifo per un tempo.
Ma senza bisogno di aiuto, anzi dandolo agli altri compagni ed alla squadra e mettendosi al loro servizio.

Un LeBron libero di testa e democratico in campo. Benvenuti nel pianeta dell’onnipotenza.
Consapevoli di poter essere solo turisti, perché la cittadinanza spetta solo ad uno. Il numero uno.

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33 Comments to “Il regno democratico”

  1. Frange75 says:

    Stagione iniziata e blog ancora muto… Peccato qui leggevo pezzi fantastici. Grazie per la splendida compagnia, spero prima o poi ricominci la magia

  2. fad says:

    Ma il blog non riparte più perché sky vi ha contattati per sostituire buffa?:-D

  3. frinf says:

    molto probabilmente i pezzi migliori li stanno tenendo per sky 😀

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