From Heat vs Spurs 88-92, del 6.6


Gara 1 è stata bella pallacanestro.

Per un buon tiro, piegare bene le ginocchia, piedi sinistro in avanti, impugnatura

Per un buon tiro, piegare bene le ginocchia, piede sinistro in avanti..


Andando avanti la serie si imbruttirà, per un principio classico ed inscalfibile dei playoffs NBA a questi livelli: impareranno a conoscersi, quindi a contrastarsi e prevenirsi.

Ma qui si gioca ad altissimo livello. Nemmeno paragonabile a quello del primo velleitario assalto all’anello di LeBron con una banda di scappati di casa nel 2007, sicuramente superiore a quello delle due precedenti Finals dei tre amigos contro Dallas ed i Thunder.

Alla faccia del Please, please, pretty please e di chi la pensava diversamente l’anno scorso, perché i vecchi non vanno bene in finale.

Miami e San Antonio non si conoscono. Si conoscono davanti ad un video o ad un libro di appunti con i rispettivi playbook, certo. Ma non si sono mai affrontati, toccati, spostati, odorati, sfidati.

Quest’anno Parker, Ginobili e Duncan non sono mai venuti a contatto con James e Wade.
Popovich fece la mandrakata nella partita di andata a Miami in diretta televisiva, mandando Stern ai materassi. Spoelstra, meno diabolico di Pop ma pur sempre con l’eminenza grigia Riley a manovrarlo, rispose lasciando fuori LeBron e Dwyane nel ritorno in Texas.

Non ci si ricorda una sola partita entusiasmante o punto a punto tra gli Spurs ed i tre amigos dal fatidico 2010, ma solo scarti allucinanti a ranghi incompleti.

Non sono una rivalità storica, non sono una rivalità generazionale, non sono una rivalità tecnica, perché sono troppo diversi in ogni aspetto che la pallacanestro può mettere in gioco sia in campo che fuori per potersi annusare al punto di odiarsi.

Sicuramente si rispettano, si temono ed avevano messo in conto da tempo di potersi ritrovare qui a contendersi l’anello.
Perché ci si dimentica spesso che San Antonio è da tre anni che deve tornare ad essere protagonista anche a giugno, al netto di Zach Randolph che vede l’Arcangelo Gabriele sul tabellone e di Westbrook e Durant che arrivano troppo su di giri 12 mesi fa.

Questa finale è un sontuoso punto d’arrivo tra due sontuose dinastie della storia NBA.

Ora si entrerà in modalità io so che tu lo sai tu sai che io lo so, alla Celentano d’annata, in cui ognuno si muoverà in funzione di come si è mosso l’altro nella partita o addirittura nell’azione precedente.

Spoelstra ed il suo staff stanno sbollendo la tensione e l’amarezza quasi unicamente davanti al video di questa gara 1, per adattarsi. Specialità della casa del coach.

Quella uscita di Parker dai 3971 blocchi messi ovunque sul campo va prevenuta, le soluzioni sul dominante Wedge Roll vanno contrastate, lo spazio lasciato a Wade e Bosh per il tiro da fuori deve essere capitalizzato.
E soprattutto l’impasse finale dell’attacco se James è così ben contenuto dal lavoro di Leonard e compagni va scongiurata.

Vedremo altra pallacanestro d’ora in avanti, con la nemmeno quotata versione LeBron hero in gara 2, per l’1-1 e per la scossa.

Ma la bellezza pura e verginale di gara 1 mi ha dato l’assoluta convinzione di avere a prescindere a che fare con due grandissime squadre ed una grandissima finale, al di là del peggioramento che si riverserà sullo spettacolo estetico, non necessariamente su quello per i puristi.

Circolazione di palla, letture, spaziature, varietà offensiva, varietà di ritmi, esecuzione, grandi difese, grandi protagonisti, filosofie. Non si è nemmeno parlato di arbitri, squalifiche o deplorazioni.

E poi questo Tony Parker, che da ex MVP di Finals ricorda alle nuove generazioni di point guard inchiodate al primo turno o in qualche reparto ortopedico in giro per gli USA cosa vuol dire essere vincenti e campioni e soprattutto esserlo quando conta, magari in campo.

Senza mai ostentare troppo i tre anelli già vinti, che a fine serie potrebbero diventare anche la distanza tra i suoi e quelli in possesso dei suoi avversari odierni così configurati.
Cosa ne pensi LeBron?

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6 Comments to “Yes, pretty, thanks”

  1. from0tohero says:

    Pienamente d’accordo…

    Prime impressioni…

    Miami: wade in discrete condizioni è già qualcosa, Bosh potrebbe soffrire mentalmente quell’errore sulla tripla nel 4° quarto. Internamente nullo come attaccante (amen) ma poco anche come difensore (male male). Penso che Lebron in modalità hero sia necesario per tutta la serie e non credo sia sufficiente. Bene Allen, Miller e Birdman.

    Spurs: Mi sono parsi decisamente superiori su tante cose. Duncan e parker impressionanti. Se non fossero usciti come sono usciti l’anno scoros con OKC, non avrei nessun dubbio.

    A margine per chi l’ha vista su Sky: Tranquillo l’avete sopportato? Una delle più indecenti telecronache di Parte che abbia mai sentito… Secondo me è il migliore in assoluto in ogni Sport, ma gli vieterei le cronache che coinvolgono Spurs, D’Antoni e Nash a prescindere.

  2. garion says:

    per (S)fortuna guardo tutto in streaming, però non si sente altro che di un tranquillo pro spurs (e che ha rischiato di morire per un paio di giocate di parker 😀 )
    comunque ovviamente ottimo articolo, ma servirà una scossa molto più forte di una modalità lebron hero, proprio perchè hanno perso di pochissimo, e san antonio sa come fare aggiustamenti in corsa degni di nota

    nota a margine: Allen silente per quasi tutti i playoffs e si fa notare per esserci quando davvero conta. La vera stoffa del campione. e in questa serie ce ne son parecchi (bosh a parte -.- )

  3. gasp says:

    Gli Heat hanno giocato bene per 3/4 poi nell’ultimo quarto si sono arenato ,anche grazie alla difesa Spurs, giocando male in attacco.
    James anche se ha fatto 18+18+10 non era aggressivo come si deve e ha segnato 6 punti,.

    Penso che sarà una serie lunga e equilibrata

  4. Mauro Magagna says:

    ba sulla serie non dico nulla, porta sfiga 🙂
    ma su tranquillo: finiamola di criticare senza questi due saremmo alla mercè dei vari lauro, mio dio rabbrividisco
    preferite pessina, mamoli o il ritorno di pozzecco?
    stravede per gli spurs? ha ragione
    sravade per nash? ha ragione
    stravede per d’antoni? ha ragione
    ma stravede per lebron, per kobi, karl, nate robinson e per moltissimi altri, quindi? evviva tranquillo e poi con buffa che coppia.

    ps. purtroppo buffa ha un grosso difetto, gli piace il calcio e il milan soprattutto. uno che ama sto basket il calcio nemmeno lo considera, troppo inferiore e insulso!

  5. from0tohero says:

    @Mauro Magagna

    Era solo un mio parere… Ho scritto chiaramente che lo considero il migliore… Io adoro Ginobili, ma trovare genialità in ogni passaggio a 2 metri che compie mi sembra esagerato, così come lo è ripeterlo 10 volte a cronaca o tirare in ballo la transizione degli Spurs in una Utah- Atlanta di RS. Io sono assolutamente neutrale nelle Finals e mi dà fastidio sentire un cronista che si deprime sugli errori di San Antonio e festeggia sui canestri. Lebron a parte, se non fosse stato per Buffa, di Miami si è parlato quasi niente.
    Cmq finisce qua, volevo sentire altre impressioni, detto questo ripeto che è straordinario e sicuramente il migliore che c’è sulla piazza ora e per i prossimi 20 anni

  6. Ciao! Qual è il tuo numero di marca Cardsapp?

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