Tesi.
Vincere ti rende ancora più affamato di successi.
Vincere ti rende più forte.
Vincere aiuta a vincere, di nuovo.

Taglia-Fuori per l'anello.

Taglia-Fuori per l’anello.

Argomentazioni.
I Lakers di Magic, i Celtics di Bird, padroni di un decennio.
Poi i Pistons di coach Daly, i Bulls cannibali di Jordan e i Rockets di Olajuwon.
E ancora i Lakers di Kobe & Shaq e quelli di Kobe & Gasol.
Tutti hanno vinto due o più anelli consecutivi.
All’elenco va aggiunta l’anomalia Spurs, perché se l’armata di coach Popovich non ha mai celebrato il back-to-back, ha pur sempre vinto quattro titoli in otto anni.

Antitesi.
I Sixers del 1983, gli Heat del 2007, i Celtics del 2008, i Mavs del 2011. Le uniche squadre che hanno chiuso un ciclo con un solo anello dal 1980 ad oggi.

Al di là del patetico tentativo di tirare una gufata clamorosa agli Heat, la storia ci insegna che i campioni sono sempre più difficili da sconfiggere.
Michael Jordan ci ha messo un bel po’ per arrivare all’anello, poi è diventato insopportabilmente imbattibile. A LeBron James qualcuno aveva frettolosamente appiccicato l’etichetta di loser, mentre ora la domanda è quando tempo ci vorrà per togliergli il titolo di campione (ed MVP) della Lega?

Sono convinto che i più esperti Spurs lo scorso anno avrebbero messo in difficoltà gli Heat più di quanto abbiano fatto i Thunder. E per lo stesso motivo credo che anche quest’anno solo Duncan e compagni possano avere una piccola speranza di detronizzare la franchigia della Florida.

Quel che è certo è che ora gli Heat sono molto più forti di 12 mesi fa.
Sono cresciuti come squadra, su entrambe le metà campo.
Sanno come si vince, sanno gestire i momenti critici, sanno come rialzarsi dopo una batosta (chiedere ai Bulls). Non mollano mai, perché sanno che posso sempre recuperare, perché lo sanno… sono semplicemente i più forti.
E sono preparati a ripetersi.

Prima di considerare questi Heat alla stregua delle squadre citate nella tesi, ho bisogno di vederli superare una squadra di pari valore, cosa che in questo biennio è onestamente mancata.

Se però sarà repeat, sarà una conferma di valore.

Perché il bello di questi playoff è che tre delle quattro contender rimaste in gioco sono delle signore squadre, dove il team viene prima delle stars, dove in attacco esiste un sistema di gioco strutturato e non un susseguirsi monotono di isolamenti.
Non solo..

Pacers, Spurs e Grizzlies sono (Bulls permettendo) le tre migliori difese della Lega.
Mi sono sempre “innamorato” di una squadra per la qualità del suo gioco offensivo, ma siamo in anni difficili in cui la qualità del gioco non è quella della NBA con cui sono cresciuto ed è proprio dalla difesa che nasce una pallacanestro più gradevole.
Contro un buon sistema difensivo un singolo sublime finalizzatore non basta (Durant, Carmelo, Ellis, Kobe se ci fosse stato) obbligando gli avversari alla ricerca di una migliore coralità di gioco.

Vogel, Hollins e Popovich hanno alzato l’asticella della qualità necessaria per fare strada ai playoff.
Chi non ce l’ha fatta, è andato a pescare.

Ad est, i Pacers costringeranno gli Heat a fare molto meglio di quanto fatto vedere finora.
Ad ovest, Spurs e Grizzlies daranno vita ad una serie bellissima, specie per vecchi nostalgici come me.

Randolph, Gasol e Duncan sono la dimostrazione che senza essere atleti esplosivi si può rendere spettacolare una partita di pallacanestro.

E QUESTO show deve continuare.

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5 Comments to “Rep(H)eat”

  1. Fraccu says:

    Gli Heat hanno vinto già da mesi la battaglia mediatico-psicologica: non ci si interroga su chi vincerà l’anello, ma su chi potrà impedire di (ri)farlo agli Heat…
    James è infatti riuscito nell’impresa, grazie anche a GM e coach, di espandere la propria aurea di predestinazione: dal “prescelto” per l’Mvp agli Heat come “prescelti” per l’anello-bis (gettando inoltre una minacciosa luce retrospettiva sull'”essere testimoni” e sul “non due, non tre…”).
    Quello che più impressiona è che gli Heat non hanno ancora iniziato davvero i playoffs: non solo per lo spensierato bilancio di 8-1, ma per il minutaggio leggermente ridotto a tutti (tranne Lbj e Cole) che indica una modalità più da gaia pre-season che da cruenta post-season…
    Ognuno può poi scegliere di simpatizzare per Davide o per Golia, ma temo non si possa parlare facilmente di sportivo scontro alla pari…

    P.s. La finale Western si presenta come la serie da far rivedere ai nipotini per poter dire “quello era basket…!”

  2. Alessio says:

    Bell’articolo…l’unica cosa, gli Heat hanno vinto nel 2006 non nel 2007

  3. gasp says:

    ottimo articolo,come detto mille volte gli Heat possono solo perderlo il titolo
    p.s tra le squadre che hanno concluso un ciclo solo con un titolo si potrebbe mettere i Pistons 2004…

  4. Dicko says:

    Io sinceramente penso che Memphis possa dare più filo da torcere agli Heat degli Spurs. Difensori veri, e giocano la loro antitesi pura (riguardo allo stile di pallacanestro), con palla dentro e tanto lavoro in post. E poi botte, cazzo. BOTTE.

  5. garion says:

    le botte le vedremo nella finale di conference… più che del 2012 a mio avviso!

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